Pca chiuso da mesi Gli operatori: ancora nessun bando in vista
pietrasanta. Una situazione preoccupante, con il rischio, concreto, che possa ulteriormente peggiorare. «Siamo al quarto mese di sospensione del servizio. E mentre si tagliano i servizi rileviamo che ancora si muore per mix di sostanze». Parole intrise di amarezza quelle che arrivano dal Pca di via Stagi che dallo scorso mese di aprile, per motivi economici, non è più nelle condizioni di seguire e supportare gli oltre 100 utenti con dipendenza da alcol, droga e gioco.
Nel frattempo gli stessi lavoratori del “Progetto Comunità Aperta” sono in cassa integrazione: «È bene ricordare che l’utenza del Pca, a seguito della chiusura in questione, è dovuta emigrare a Viareggio con tutte le conseguenze e le difficoltà del caso. Abbiamo infatti raccolto testimonianze di utenti che preferiscono, anziché recarsi a Viareggio, rivolgersi al mercato “grigio” per tutta una serie di motivi», precisano gli operatori.
«Per la cronaca è giusto ricordare il bando fantasma annunciato dalla Asl attraverso il dottor Alessandro Campani: bando per altro confermato al telefono al senatore Massimo Mallegni, ma di cui oggi, fra motivazioni pretestuose, non sappiamo nulla. Per non parlare delle promesse fatte in campagna elettorale dal sindaco Alberto Giovannetti: promesse disattese visto che Giovannetti ebbe a confermare il suo impegno a sostegno del servizio dichiarando “la mia parola vale più di un contratto”. Premesso il tutto e preso atto della situazione in stallo, abbiamo partecipato – rilanciano dal Pca – al bando per l’affidamento dei servizi indetto dai Comuni e se riusciremo ad aggiudicarcelo almeno rimarrà un piccolo presidio sul territorio. Nonostante tutto, anche in questo periodo, come volontari, presso la sede, garantiamo un supporto informativo e a breve daremo il via ad una campagna di informazione sulla situazione legata all’abuso di alcol. Con il supporto del Comitato sanità pubblica Versilia contro il depotenziamento del Versilia, Comitato che ringraziamo, proseguiremo poi ad oltranza il presidio nello spazio antistante Villa Pergher e a seguire presso il Serd di Viareggio. Di questo passo non ci meraviglieremmo se, a epilogo della vicenda, spostassero tutti i servizi a Pisa». —
L. B.
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