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l’intervento 

Pronto il restauro della villa dove nacque la Turandot

Cesare Bonifazi
Pronto il restauro della villa dove nacque la Turandot

Per la casa del Marco Polo in cui visse il Maestro tra il 1921 e il 1923  partono i lavori per tornare all’antico splendore: prima tappa, il tetto

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Cesare Bonifazi

Viareggio. Una crepa proprio sulla scalinata che porta all’ingresso di villa Puccini a Viareggio è tanto grande che ci può entrare tranquillamente un dito. È solo la parte più marginale di un’incuria e un abbandono che regnano sovrane in quella che fu la casa realizzata e voluta dal maestro Giacomo Puccini a ridosso della Pineta. Quel luogo che ha sentito per la prima volta nella storia la sequenza di note che poi diventò la Turandot avrà finalmente la giusta valorizzazione con un’opera di restauro voluta dalla Fondazione Giacomo Puccini di Lucca. Il primo intervento sarà di poco più di 200mila euro e riguarderà la messa in sicurezza del tetto e di parte della facciata. Per completare l’opera servirà almeno un milione e mezzo. Adesso infatti, dopo un lungo contenzioso con Casa Ricordi, editori musicali di Milano, si è arrivati a un accordo sui diritti d’autore che dovrebbe fruttare circa 700mila euro all’anno. L’incarico è stato conferito all’architetta Monica Marchetti, esperta in recuperi di importanti edifici storici. Proprio grazie al lavoro suo e dei suoi collaboratori è stato possibile avere un saggio delle decorazioni originali che erano sepolte da decenni di pittura. Per i saggi in esecuzione è stato incaricato il restauratore Lorenzo Lanciani, che aveva eseguito i restauri della casa natale di Lucca.

Centrale per questo lavoro è stata la ricerca di foto d’archivio che ritraeva il maestro nella sua casa: da quelle immagini è stato possibile risalire alle possibili ricerche degli elementi decorativi interni che fino ad adesso erano sepolti e che attendono solo di tornare alla luce.

La fondazione in questi anni ha svolto le necessarie operazioni di disinfestazione e pulizia, e ottenute le autorizzazioni dagli enti (Comune di Viareggio e Soprintendenza) ha provveduto alla manutenzione del giardino con la potatura di piante ed arbusti, facendo tornare visibili i camminamenti in mattoncino rosso, le aiuole e le canaline di scolo per ridare un po’ di quel decoro che l’ultima dimora voluta e pensata da Giacomo Puccini merita.

L’autorizzazione rilasciata per le indagini sulla Villa, consentirà, nei modi e nei tempi che saranno definiti nelle successive fasi, di predisporre un progetto di restauro per il ripristino del tetto, delle facciate e degli interni.

La genesi di quella villa lungo il viale Buonarroti risale al 1915 quando Giacomo Puccini decise di acquistare un terreno con vista sulla pineta, nel 1918 dopo affidò l'incarico di progettare la villa all'architetto Vincenzo Pilotti, interprete del liberty nostrano in numerose altre opere nel territorio e all'ingegnere Federigo Severini, entrambi di Pisa. Il Maestro si trasferì nella villa nel 1921 quando la tranquillità di Torre del Lago, dove ha vissuto molti anni, venne turbata dal frastuono provocato dall'attività delle torbiere che entrarono in funzione un po’ ovunque intorno al Massaciuccoli. A questa villa è legato anche il nome di Galileo Chini: a lui si devono le formelle in gres ceramificato che decorano la facciata della Villa.

Furono le mura dello studio al piano terra, collegato alla camera da letto da un passaggio privato, che udirono per la prima volta l’aria “Nessun Dorma”. —

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