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Versilia

Adami e la mostra nel centro di Pisa: «Un omaggio alla mia città natale»

Sabrina Chiellini
Adami e la mostra nel centro di Pisa: «Un omaggio alla mia città natale»

Lo scultore racconta come sono nate le opere criticate per un presunto richiamo al fascismo: «Non mi occupo di politica» 

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L’intervista

Le sculture monumentali di Franco Adami dedicate all’uomo e ai grandi miti portano l’arte contemporanea nelle strade e nelle piazze storiche di Pisa con la mostra diffusa dedicata all’artista originario di Pisa e per lungo tempo vissuto a Calci ma da anni “cittadino del mondo” abituato a fare la spola tra Pietrasanta, sua città d’adozione, e Parigi dove ha i suoi laboratori. Per Adami è un ritorno a Pisa e in provincia, dove alcune delle sue opere sono state al centro di altre mostre. Ma questa volta c’è chi ha dato una lettura politica alle opere. L’arte che fa parlare di sé, che suscita il confronto .

Come è nata l’idea della mostra inaugurata pochi giorni fa a Pisa al Museo delle navi antiche?

«È nata nella mia testa anni fa. Ai tempi di “Scolpire l’opera”, la grande mia mostra all'aeroporto Galileo Galilei di Pisa, in occasione del centenario dell’opera “Fanciulla del West di Puccini. Era per me importante realizzare un progetto che abbracciasse tutta la città, un progetto più completo. Ho quasi 90 anni, penso che questo sia un modo di offrire alla città di Pisa, la città in cui sono nato, tutto il mio lavoro, le mie ricerche, il mio percorso a una realtà che mi ha dato tanto. La mostra non ha nulla a che vedere con le altre mostre di Pontedera o all'aeroporto anche se alcune opere sono comuni. Ma le altre esposte a Pisa coprono l'insieme delle mie ricerche che ho portato avanti nel corso della mia carriera e presentano alcune opere monumentali esposte in modo definitivo nel mondo. Una variante di "Libération" è stata acquistata dal Centro Georges Pompidou di Metz. “Le Centurion” in granito è un'opera presente nel parco del museo di Jeju in Corea. L'Etreinte (L'abbraccio) si riferisce alla potenza delle relazioni tra gli uomini. La Mosta, La Mosca impazzita, "Le Cartarughe" ricordano il mio interesse per il mondo animale e antropomorfo, i Totems, sono riferiti al mio periodo africano, "Il cavaliere Nero", gli Horus, ai miti antichi e medievali”.

Quando e dove sono state realizzate le opere esposte a Pisa?

«Direi dove sono state fatte o pensate. Tutte le opere sono state realizzate nelle fonderie artistiche Italiane che sono le più brave al mondo e specialmente le toscane e soprattutto le versiliesi (Pietrasanta e Seravezza)».

Le opere sono state criticate da chi le considera in qualche modo ispirate al

pensiero e all’estetica fascista. Quale è la sua riposta?

«Sono un artista e sono sempre stato un artista non mi occupo di problemi politici. Sono nato nel 1933, il mio stile è fatto di linee pure di forme semplice perché sono moderne e estetiche sono della mia epoca. Con la direzione artistica dell’architetto Alberto Bartalini e grazie all'aiuto dei rispettivi sindaci di allora, Marco Filippeschi e Simone Millozzi, che di destra credo non fossero, le mie sculture non hanno creato problemi. Oggi, non va più bene niente e vengono fuori delle assurde polemiche politiche che con la mia arte non c’entrano. Io, non ho mai fatto politica, ci tengo a ribadirlo, e non ho mai avuto tessere di alcun partito. Per me contano solo la competenza e l’aspetto della relazione umana e rispetto tutte le idee e opinioni altrui senza differenza di sesso o religione. Ho incontrato Massimiliano Simoni (il curatore della mostra pisana) a Pietrasanta, quando era assessore alla cultura, e il sindaco era Massimo Mallegni, per curare la mostra in Versiliana (La Forza della Natura) e l’installazione dell’opera il Minotauro nella rotonda di accesso alla città. Quando faccio una mostra mi occupo delle opere ed è già molto. Per il resto: l'autorizzazione dei vigili urbani, della soprintendenza, delle belli arti, dell’assicurazione, i rischi di inondazioni, chiamo una persona competente al di là di come la pensi politicamente. Massimiliano Simoni con la sua struttura Artitaly, ha queste competenze. Quando Michele Conti e l'assessore alla cultura Pierpaolo Magnani, mi hanno proposto l’iniziativa nel settembre 2020 alla premiazione “Pisani si nasce” alle Officine Garibaldi, c’era presente Simoni e ha proposto di curare l’evento».

Ha altre mostre in programma nei prossimi mesi?

«Si, a Parigi sarò alla galleria Châtel via delle Tournelles e alla galleria Roquefort alla Baule, e poi in Korea a Seul, anche se con il Covid le limitazioni sono molte e dobbiamo essere prudenti. A Pietrasanta, ho il mio studio dal 1970, è vicino il marmo e ai bravi artigiani che mi hanno sempre dato un aiuto prezioso. Per me, era più facile. La casa di famiglia a Calci non era adatta ai “lavori sporchi” così come diceva mia mamma». —

Sabrina Chiellini

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