Il presidio
L’Inno di Mameli cantato con “Delafia” La notte più azzurra è tutta un Carnevale
Fra canzoni, bandiere e fuochi d’artificio la festa per il titolo vinto dalla Nazionale diventa un assaggio dei corsi mascherati
Claudio Vecoli
Viareggio. L’Inno di Mameli e la Coppa di Champagne. Notti magiche e Delafia. Dici festa e, a Viareggio, non puoi che pensare al Carnevale. E così anche la notte tricolore per la vittoria agli Europei finisce per avere il gusto mai fuori stagione di coriandoli e stelle filanti. Anche se a farla da padrona sono naturalmente tre colori su tutti: bianco, rosso e verde. Ma i luoghi e le modalità ricalcano quelli cari a Burlamacco.
Le prime avvisaglie che quella che sta per arrivare non sarà una domenica come tante altre arrivano pochi minuti dopo la mezzanotte. Sono le 24,14 quando Donnarumma para il rigore decisivo che consegna all’Italia la vittoria. E i primi a far festa con clacson e bandiere al vento sono coloro che hanno deciso di vedere la partita su uno dei maxischermi dislocati nei tanti locali della Passeggiata. La gioia incontenibile può scoppiare. E sono le piazze del lungomare a fare da contenitori all’esplosione di felicità. A nord l’elegante piazza Puccini, a sud la piazza d’Azeglio all’altezza della Zattera diventano punti naturali di ritrovo.
Tuttavia è piazza Mazzini – come lo è in occasione dei corsi mascherati – il vero epicentro dei festeggiamenti. È qui che, calamitati da un richiamo quasi istintivo, si precipitano tutti. A piedi, in bicicletta, in scooter, in macchina. E, novità di questa edizione dei campionati, in monopattino. Il grosso della folla, però, arriva intorno all’una. Chi è a casa o viene dal resto della Versilia aspetta infatti davanti alla tv di casa che Chiellini sollevi al cielo la Coppa che aspettavamo da 53 anni. Solo dopo in tanti decidono di partire per cortei e caroselli alla volta di piazza Mazzini.
Ed è qui, anche se la statua di Burlamacco è stata momentaneamente rimossa per un restyling che durerà ancora qualche giorno, che è già Carnevale. Un assaggio (forse) di quello che potrà essere la versione autunnale che ci attende a partire dal 18 settembre. Ragazzi e ragazze di ogni età immersi nelle bandiere, con il volto dipinto con le tonalità del tricolore, con cartelli e scritte carichi di orgoglio per i nostri giocatori e di sfottò per i sudditi di Sua Maestà. Qualcuno si è organizzato per tempo e ha programmato anche un vero e proprio spettacolo pirotecnico con fuochi d’artificio che ricordano quelli del martedì grasso. Peccato soltanto per le pochissime mascherine che si vedono in giro in quello che diventa inevitabilmente un gigantesco assembramento fatto di allegria e voglia di far festa (e che speriamo di non dover pagare con gli interessi fra un paio di settimane).
Ma il gemellaggio non scritto col Carnevale viene sancito poco dopo, quando in piazza Mazzini fa il suo ingresso un furgone attrezzato con potenti casse acustiche e con al seguito centinaia di ragazzi da cui arrivano le note inconfondibili di “Delafia”. Tutti a cantare e a ballare come alle feste rionali. Dal Campionato europeo al Carnevale universale il passo è davvero breve... —
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