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La notte di Marina tra voglia di divertirsi ma anche alcol e degrado
MARINA DI PIETRASANTA. Musica, risate, famiglie in coda davanti a una gelateria, la ruota panoramica che si inerpica festante fino a 20 metri di altezza, bar e ristoranti che straboccano di anime. E poi alcol. Non in dosi omeopatiche.
Tonfano, sabato 3 luglio: intorno alle 22 sembra di stare dalle parti del Vialone che fu della vecchia Darsena. «È finalmente scoppiata l’estate e la gente vuole vivere. Che c’è di sbagliato: e smettetela di scrivere che qui ci sono caos, vandalismi e ubriachi. Guardi quanti bambini. Ci sono anche quelli che bevono, che fanno confusione, che magari si picchiano: ma perché, altrove non è così?», ci chiede, infastidito, un commerciante di zona. «Oh, niente nome sul giornale. Non la autorizzo». Dalle parti di via Versilia staziona una macchina dei carabinieri, un’altra pattuglia si muove nel perimetro via Donizetti-pontile. Nel parcheggio che si affaccia su via Catalani due ragazzine sono sedute per terra: avranno 14 anni, forse 15. Sembrano ubriache. Una si sdraia, come ad addormentarsi. Arriva un ragazzo: ha una borsa di plastica: tira fuori due bottiglie di birra e una borraccia. Ci avviciniamo. «Tutto sotto controllo, si beve un po’, birra, shortini, il miscuglio fatto in casa è già nella borraccia. Che c’è dentro? E chi se lo ricorda. Siamo in vacanza a Viareggio. Ma è Tonfano il ritrovo di questa estate, ci hanno detto. Come ci si procura da bere? Siamo maggiorenni – e ride – E comunque noi siamo per stordirci il giusto, mica per rovinarci o fare a botte o prendere le pasticche. Fra una settimana si torna a casa. Fateci divertire». Passa un’auto: farà i 60 km orari nel parcheggio, sbanda. Riparte. Un uomo grida e agita le mani. «Disgraziati, così facendo ammazzano qualcuno. Lei è giornalista? Allora scriva che a Tonfano non si campa più: bimbetti ubriachi, ma anche gente più grande. Qualche sera fa ho trovato due nel mio giardino che facevano i loro bisogni. Ridevano. E hanno continuato a ridere anche quando ho detto che avrei chiamato la polizia. Se l’ho chiamata? Macché, poi ti ritrovi con il giardino sottosopra e la macchina rigata. E non scriva il mio nome, per cortesia». Un altro esercente di zona: «Con gli alcolici ai minorenni cerco di stare attento, chiedo l’età e se non hanno la carta d’identità con loro dico di andare a prenderla. Ma non è semplice».
In zona pontile, poco prima della mezzanotte, è baldoria. C’è chi si diverte com’è giusto che sia, chi chiacchiera, babbi e mamme che fanno di nuovo la fila per la ruota, chi va a sconfinare urlando sulla spiaggia e chi non si regge in piedi. Dalla ciclopista non si passa, le mascherine fanno da cornice sul calpestio, due ragazzi se la prendono con uno più piccolo: lo insultano, gli vanno a due centimetri, poi si mette di mezzo un uomo, forse un genitore, grida qualcosa. E i due ragazzi si allontanano. «Ce ne torniamo in albergo e poi lunedì lasciamo Marina e si finisce la vacanza da un’altra parte. C’è molta maleducazione – sono le parole di una coppia di genitori di Sanremo con tre bambini al seguito – ho chiesto a una ragazzina se poteva spostare la sua bicicletta perché non riuscivo a passare con il passeggino e mi ha mandato a quel paese. Le ho detto qualcosa per rimproverarla e subito sono stato insultato da 3 o 4 giovani. Ma per carità, meglio andarsene». Torniamo al parcheggio di via Catalani: lungo la strada ci sono bottiglie, cartacce. “Vuoti a perdere mentali”. Un babbo tiene per mano il figlio. «Siamo stati alla ruota: bello; nell’insieme una serata piacevole e il piccolo si è divertito. Ecco, forse troppi ragazzini ubriachi. Ma è estate e usciamo da una pandemia». —
L.B.
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