Il Tirreno

Versilia

Marconi, la gioia dei centisti sognando un futuro stellato

Gabriele Noli
Marconi, la gioia dei centisti sognando un futuro stellato

Sette studenti diplomati con il massimo dei voti nelle due sedi di Seravezza e Viareggio 

5 MINUTI DI LETTURA





Gabriele Noli

Viareggio. Andrea Manfredi e Alessio D’Alessandro sorridono di soddisfazione in cucina, divisa bianca e cappello nero. Alessio alza il pollice della mano sinistra. Nel momento in cui la foto viene scattata, possono solo supporre che entrambi si diplomeranno al Marconi con 100. «È uno dei tanti che hanno reso speciali questi cinque anni», dice Alessio riferendosi a Andrea, suo compagno di classe nella 5ª KA (cucina) nella sede di Viareggio dell’istituto professionale.

Comprendendo anche quella di Seravezza, sono complessivamente in sette a conseguire la maturità col massimo dei voti: Annamaria Bragazzi e Rachele Rocchi nella 5ª RA-OSS (stessa classe ma indirizzi diversi: una accoglienza turistica, l'altra servizi socio-sanitari), Mirco Bastanzi nella 5ª PA e Sofia Burresi nella 5ª SPA (pasticceria), Paolo Passatempo nella 5ª SER (serale).

Un bilancio rimarchevole di per sé, a maggior ragione se si considera che nel 2019 e nel 2020 i centisti erano stati appena due. «Alla vista del 100 ero entusiasta. Non me l’aspettavo affatto: lo ritenevo un obiettivo più alto rispetto alle mie capacità», ammette Manfredi, che la maturità l’ha vissuta «con un po’ di ansia, poiché non si sapeva bene come si sarebbe svolta». Cinque anni concepiti «come un viaggio», durante il quale «ho capito cosa vorrò fare per il resto della vita» e che «mi ha permesso di conoscere tutto ciò che ruota attorno al mondo della ristorazione». Di certo non dimenticherà «i numerosi incontri con esperti e chef, stellati e non, che ci hanno spiegato come affermarsi in questo settore». Se ha ottenuto il 100, «è solo grazie al Marconi ma soprattutto alla fortuna che ho avuto a incontrare dei professori preparati e appassionati». Il futuro è già delineato. «Voglio migliorarmi come cuoco attraverso esperienze in Italia o all’estero, sperando poi di diventare, un giorno, una figura di spicco nella ristorazione».

L’amico D’Alessandro, invece, ha reagito al 100 «con gioia esagerata, saltellando ininterrottamente per la stanza». Non era convinto di riuscirci, lo confessa candidamente. Il voto in sé «non era poi così importante, volevo però sostenere una prova orale che mi desse soddisfazione». Detto, fatto. Una maturità affrontata «arrangiandomi, mettendoci comunque impegno e dedizione», al culmine di «una vera e propria avventura (il quinquennio) ricca di emozioni forti sia belle sia brutte, ma che mi hanno segnato». Il diploma col massimo dei voti ha un valore doppio, visto che D’Alessandro al mattino andava a scuola e il pomeriggio lavorava alla bisteccheria Da Alan, a Camaiore.

L’avvenire è già chiaro in testa. «Imparare l’arte del macellaio e studiare Enologia all’università». La dedica è «per i genitori e la professoressa di alimentazione (Antonella Pattavina) che ho avuto per tutt’e cinque gli anni». Lei, a sua volta, rimarca come «nonostante questo periodo di difficoltà legato alla pandemia, la scuola abbia comunque sempre mantenuto attivi i laboratori, per permettere ai ragazzi di conoscere, approfondire e consolidare le competenze professionali che il mondo del lavoro inerente alla hotellerie richiede». Un processo «reso possibile anche dalla collaborazione con importanti chef e maitre del territorio versiliese come Luca Landi, Cristoforo Trapani, Maurizio Marsili e Claudia Parigi, disponibili ad elargire le proprie conoscenze agli alunni del nostro istituto».

Pure dall’articolazione “Pasticceria” del Marconi, in due sono usciti col massimo dei voti: Sofia Burresi e Mirco Bastanzi. «Quando lo ha saputo, era contentissima. Lo voleva e ci credeva. Si è preparata tantissimo per riuscirci. Viveva la scuola come un piacere, ci è sempre andata volentieri, se potesse ricomincerebbe dalla prima senza esitazioni. Si è trovata benissimo coi compagni di classe e coi docenti, a cui rivolgo un sentito “grazie” come a tutte le persone dell’istituto, perché non hanno mai fatto mancare un supporto a Sofia», dice il padre Fabio.

Abnegazione e costanza grazie a cui pure Mirco Bastanzi si è meritato il 100. Che fosse un ragazzo maturo, mamma Cinzia lo sapeva già, a prescindere da quelle tre cifre. «È il nostro orgoglio», afferma non senza emozione.

Annamaria Bragazzi (articolazione “Accoglienza turistica”) si è lasciata andare «a un mix di urla euforiche e pianti di felicità», una volta venuta a conoscenza del 100. Il ringraziamento è «per la mia famiglia, che mi è stata vicino. E per i professori, per avermi spronata e aiutata a raggiungere il massimo con la loro dedizione». Reduce da due esperienze in altrettante strutture alberghiere («una mi ha permesso di entrare nel mondo del lavoro, l’altra di superare alcune lacune emotive»), è convinta di essere «cresciuta e maturata» nei cinque anni al Marconi.

Nella stessa classe, ma nel percorso “Servizi socio-sanitari”, il diploma col punteggio più alto se l’è preso Rachele Rocchi. «Una bellissima sorpresa, che mi ha fatto molto piacere» al termine di una maturità approcciata «pacificamente: non ero particolarmente in ansia, anche se la Dad si è rivelata un po’ faticosa». Ha capito di «voler lavorare con i bambini» grazie ad uno stage in una scuola elementare, nel 2019. Per questo «mi iscriverò a Scienze della formazione primaria».

La storia di Paolo Passatempo è diversa dalle altre: lui, il 100, se l’è conquistato a 27 anni, al culmine di un percorso di studi «un po’ anormale: lasciai il liceo scientifico nel 2012, in terza, ed entrai nel mondo del lavoro, ma dopo forti rimpianti e pentimenti mi sono convinto ad iscrivermi a una scuola serale nella quale sono finalmente riuscito a diplomarmi». Ecco spiegato perché al voto abbia reagito «con una gioia indescrivibile: arrivare in fondo con questo risultato dopo un percorso innegabilmente travagliato, è stata una soddisfazione grandissima». Gli anni del serale, confessa, «li porterò sempre nel cuore, pure grazie ai compagni e ai professori che mi sono trovato davanti. Affrontare gli studi con più maturità e coscienza è una cosa bellissima, e non rimpiangerò mai di essermi rimesso in gioco per raggiungere questo obiettivo nonostante sia stato molto provante portare avanti anche il lavoro in contemporanea». Un’esperienza che Passatempo si sente di consigliare «a chiunque desideri recuperare il diploma “perso”. Personalmente sono riuscito a ritrovare una gran voglia di imparare, studiare e conoscere che avevo smarrito durante l'adolescenza».

Determinante il supporto dei docenti «per la passione e l’amore che mettono nello svolgere il loro mestiere». Un pensiero speciale va alla professoressa Giannelli «per avermi convinto a iscrivermi al corso serale», ai datori di lavoro «Fabrizio e Ornella, per avermi concesso il tempo per poter frequentare le lezioni», oltre che «alla mia famiglia e al mio ragazzo per aver creduto in me spingendomi a non mollare nei momenti più duri». Ora Passatempo ci ha preso gusto. La decisione è già presa: avanti con l’università. «Essendo da sempre particolarmente affascinato dalle materie scientifiche credo che proverò ad entrare a Biologia, altrimenti vedrò di trovare altre soluzioni». E anche in quel caso, non sarà mai troppo tardi. —

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il presidio

Peccioli, scatta la protesta contro l’ossicombustore: «Non siamo la discarica della Toscana»

di Redazione Pontedera