Il Tirreno

Versilia

«Grazie alle associazioni la strage non è impunita»

giorgio del ghingaro* ; * sindaco di Viareggio

Le parole del sindaco di Viareggio Giorgio Del Ghingaro  per il dodicesimo anniversario della tragedia ferroviaria 

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l’intervento

giorgio
del ghingaro*


È per me una grande emozione salire su questo palco e parlare davanti a queste 32 sedie vuote. Sono passati 12 anni da quel 29 giugno. 144 mesi, senza un familiare, senza un amico, senza una persona cara. 4.380 giorni di assenza. E insieme alle persone sono mancate a volte anche le certezze. Perché, lo ribadiamo: ai familiari delle vittime, alle associazioni che si sono formate, va il merito di aver aperto un varco, di avere squarciato il muro di silenzio. Viareggio, grazie a loro, non è nel novero delle tante stragi impunite nella storia italiana. Eppure tra corridoi dei palazzi della giustizia, nelle aule dei tribunali, da Lucca a Firenze a Roma, abbiamo visto individuare precise responsabilità ma poi sfumare a poco a poco la pena. Ci sarà adesso un nuovo processo, probabilmente un nuovo ricorso e quindi ancora anni di dolore.

Dolore che cambia forma col tempo ma che non concede tregua. Siamo in tanti qui stasera a commemorare una ricorrenza che Viareggio, inevitabilmente, vive in una doppia veste: quella pubblica e quella privata. La veste pubblica, riguarda la ferita alla città. Una città che si svegliò improvvisamente bombardata, incredula di fronte al disastro che si consumava lungo via Ponchielli. Mai prima di quella notte avremmo pensato che una simile tragedia potesse accadere nella civilissima Italia, lungo la rete dei trasporti nazionale. Da quella notte è viva la consapevolezza che nessuno, lungo questi binari, era al sicuro.

Negli anni si sono aperti tavoli, ci sono stati incontri e riunioni, eppure ancora non sappiamo quanti e quali carichi attraversino la città e cosa trasportino con esattezza. Di questo ancora una volta, Viareggio pubblicamente chiede contezza. E poi c’è la veste intima delle famiglie spezzate, degli affetti perduti, dei rammarichi e dei rimpianti.

Il fischio implacabile dei treni oggi ha scandito il tempo. In tutti noi ha sbloccato un ricordo, risvegliato un’emozione. Questa sera, oggi come sempre, come ogni anno da quella notte, la città tutta, in presenza o a casa, partecipa al cordoglio di un lutto che è privato, per una tragedia che è stata, ed è tuttora, collettiva. —

* sindaco di Viareggio

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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