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Versilia

forte dei marmi 

Rischiano di annegare, messi in salvo dai cani

Marco Sabia
Rischiano di annegare, messi in salvo dai cani

Drammatico episodio domenica scorsa alla spiaggia libera Decisivo l’intervento degli animali addestrati al salvamento 

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Marco Sabia

forte. La fortuna – ma forse è meglio dire il privilegio – di avere un cane addestrato in determinate situazioni di pericolo, è che l’animale ti consente di superare i tuoi limiti, si integra con te e ti consente di arrivare all’obiettivo. Che in questo caso è il più prezioso di tutti: la vita umana.

Domenica pomeriggio, sulla spiaggia libera di Forte dei Marmi si sono respirati attimi di paura: un cinquantenne e un trentenne, proprietari di un autolavaggio a Marina di Massa – mentre facevano il bagno, hanno rischiato di annegare. Ed è solo grazie alla prontezza e all’addestramento di uomini e cani che adesso possono ricordare con quegli istanti soltanto con paura. Soprattutto il cinquantenne, infatti, se l’è vista brutta: nonostante il mare piatto, è finito in una buca; non sapendo nuotare è andato giù e ha iniziato a bere, non riuscendo a respirare e rischiando di annegare. Fortuna ha voluto che il suo familiare se ne accorgesse subito e iniziasse a urlare, chiedendo aiuto. Erano a circa 70 metri dalla spiaggia, quando sono entrati in azione in cani bagnino della Sics (Scuola italiana cani da salvataggio) di Firenze: i golden retriever Brando (col suo conduttore, il fucecchiese Sandro Petrillo) e Beatrice (con il pratese Gabriele Casini) si sono fiondati in acqua, portandosi dietro due salvagente.

Il cinquantenne aveva già bevuto molta acqua, mentre il più giovane era andato nel panico nel vedere che il familiare stava annegando. Il conduttore di Beatrice si è attaccato al suo cane e ha condotto l’uomo a riva; e Brando, insieme al suo conduttore, ha fatto la stessa cosa con il più giovane.

In appoggio è giunta anche Thea, con la sua padrona, la livornese Sabrina Macera. Da riva suo marito – il livornese Mario Peria – mentre i cani rientravano ha chiamato il 118 e ha attivato la macchina dei soccorsi: «Il cinquantenne – racconta Petrillo – aveva bevuto tantissima acqua, con l’ossigenazione che stava scendendo rapidamente e se fossimo arrivati 30 secondi dopo non so come sarebbe andata a finire; il mare era calmo, nessuno se lo aspettava ma per fortuna il lavoro di squadra ha fatto la differenza». Così come l’aiuto dei bagnini a quattro zampe: «Sono delle locomotive, dei motori intelligenti che ti aiutano. Non è facile dopo aver corso per 70 metri fare il viaggio di ritorno verso la battigia e in questo il cane fa veramente la differenza tra il salvare o meno una persona». —

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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