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Sul lungocanale e fra le darsene alla scoperta della storia di Viareggio
All’ombra della Torre Matilde si snoda un percorso punteggiato da luoghi intimamente legati all’evoluzione della città
Passare alcune ore di un pomeriggio d’estate lontano dal sole che infiamma la spiaggia e, senza cedere alla tentazione di un tuffo nel verde delle pinete, percorrere le strade e le piazze di Viareggio alla ricerca e alla scoperta di tracce della sua storia, rappresenta un’occasione da non perdere, un’iniziativa che non rientra nel programma delle manifestazioni ufficiali, ma che può offrire interessanti spunti per meglio definire la dimensione della città, mettendone in luce memoria storica, intrecci e rapporti culturali.
Per questo abbiamo pensato ad alcuni ideali "tour"storico-culturali che permettano di visitare Viareggio andando oltre l’apparenza del visibile, percependo quindi la realtà non solo con gli occhi, ma anche con gli sguardi lontani di chi ci ha preceduto. Dei rapidi viaggi nella sua breve ma interessante storia, dal canale Burlamacca al "liberty", da Viani a Puccini, per un’estate che non sia sole e mare, ma che offra anche occasioni di incontri e di spunti culturali.
Il primo percorso si snoda lungo il canale Burlamacca, che scorre dalla Torre Matilde al mare, che rappresenta la linea d’acqua lungo la quale è nato e si è sviluppato, a partire dalla fine del XV secolo, il borgo di Viareggio, l’elemento di collegamento, ma al tempo stesso anche di divisione, delle due anime che ha partire dai primi anni dell’Ottocento hanno caratterizzato la storia e l’economia di Viareggio: la realtà marinara e cantieristica e il centro turistico balneare e mondano organizzato negli ambienti della spiaggia e dei viali a mare.
Il canale Burlamacca, dalla Torre Matilde al mare, rappresenta quindi un ideale spazio dove si concentrano e si fondono storia e cultura di Viareggio, un percorso che oggi si presenta frammentato, essendo stati cancellati alcuni "segni" che negli anni hanno caratterizzato l’intimo rapporto della città con il mare, ma è comunque possibile ricostruire le tappe che scandiscono l’incedere di questa linea d’acqua, che è stata il baricentro ed il fulcro dello sviluppo urbanistico e culturale di Viareggio.
Il nostro viaggio inizia dal tratto del canale Burlamacca immediatamente a monte del ponte di Pisa, subito dopo le cateratte che, secondo il progetto dell’ingegner Bernardino Zendrini, regolano il deflusso delle acque del lago di Massaciuccoli, progetto che ha permesso la bonifica dei terreni paludosi e malarici che circondavano il nucleo urbano di Viareggio fino alla prima metà del Settecento, creando le premesse per un rapido sviluppo demografico e territorio della città.
Un "segno" del tempo, testimone di un frammento della storia e della cultura cittadina è rappresentato dal tabernacolo dedicato ala Madonna Bambina che si trova al lato, prima del ponte di Pisa, fatto erigere nel 1837 da Zaverio Cardinali, membro di un’antica famiglia marinara di Viareggio, per onorare il voto fatto alla Vergine per avergli salvato la vita nel naufragio della tartana "Madonna di Montenero", e ben presto diventato luogo di venerazione e di culto.
Dopo il ponte di Pisa, intitolato nel 1915 a Vittorio Emanuele III, si incontra la massiccia Torre Matilde (erroneamente attribuita alla Duchessa Matilde di Canossa, morta nel 1115), fatta edificare dal Governo lucchese con deliberazione del 5 giugno 1534, a difesa dei magazzini e del nascente borgo. Originariamente la Torre si presentava come la vediamo. Nei primi anni del XVI secolo fu rialzata di un piano, sopraelevazione che fu demolita nel 1947, durante un primo restauro eseguito dalla Soprintendenza ai Monumenti di Pisa.
Nel canale, davanti alla Torre, si apre la prima darsena di Viareggio, la "darsena Vecchia" o darsena Lucca, voluta da Maria Luisa di Borbone, Duchessa di Lucca con decreto del 2 ottobre 1819, per sostituire la modesta calanca preesistente a fianco della Torre, considerando «le molteplici istanze presentateci per costruzione dei bastimenti nel porto di Viareggio e per la facilità di vararli» e poiché in quel porto mancavano assolutamente le attrezzature per «una mano d’opera così rispettabile e di tutto interesse per quella numerosa popolazione».
Poco oltre, seguendo lo scorrere del canale Burlamacca verso il mare, si incontra il palazzo Fanucci-Bernardini-Mansi, costruito nei primi anni del Settecento, nel 1751 passato per acquisto dai tutori dei figli di Giovanni Francesco Fanucci alla famiglia Bernardini che lo tenne fino al termine del XIX secolo, poi ai Mansi per matrimonio fra Antonietta e Raffaello Mansi Orsetti.
Davanti al palazzo si trova il moderno ponte girante, posizionato all’altezza del prolungamento del viale dei Tigli, quasi a stabilire un ideale collegamento con la Villa Borbone, il "casino di caccia" progettato nel 1822 dall’architetto Lorenzo Nottolini nella Pineta di levante e il palazzo di Ferrante Cittadella, sulla via Regia, acquistato nel 1820 da Maria Luisa di Borbone per destinarlo a reggia estiva. In origine era un rustico ponte di legno, che veniva alzato per permettere alle imbarcazioni di entrare od uscire dalla darsena Vecchia, nel 1914 fu sostituito con un ponte girante di ferro, l’anno dopo intitolato alla Regina Elena moglie di Vittorio Emanuele III, posizionato, come quello attuale, alcune decine di metri più avanti verso il mare.
Poco oltre il ponte si apre l’imboccatura delle darsene, la darsena Toscana, realizzata nel 1871 e la darsena Italia, nel 1903. La costruzione delle due darsene, a pochi anni una dall’altra, testimonia la grande attività dei cantieri navali viareggini, dai quali venivano varati eleganti velieri dalle linee sinuose degli scafi "gallettati" e dalle maestose velature, pronti a prendere il largo solcando tutte le rotte del mare e scrivendo pagine gloriose di una marineria che ha saputo meritarsi un posto d’onore nell’albo d’oro della navigazione a vela.
Il canale poi prosegue affiancando la via Rosolino Pilo. La strada ricorda un episodio che testimonia il contributo di Viareggio alla storia del Risorgimento. Infatti nel marzo 1860 la paranza viareggina "Madonna del soccorso, di proprietà di Silvestro Palmerini e pilotata da Raffaello Motto, con a bordo i marinai Francesco Palmerini, Giuseppe Rosani ed il mozzo Antonio Barsella, salpò da Cornigliano Ligure alla volta della Sicilia per sbarcarvi Rosolino Pilo e Antonio Corrao che dovevano preparare il terreno alla "spedizione dei Mille" del generale Giuseppe Garibaldi. Dopo, il canale ed i lungo moli che lo affiancano, assumono l’aspetto di un salotto a cielo aperto, un magico scenario ricco di fascino e di poesia.
All’inizio del molo, troviamo il busto marmoreo di Lorenzo Viani che Arturo Martini, uno dei più grandi interpreti della scultura del nostro tempo, ha scolpito come segno di devozione verso l’artista viareggino. La pregevole scultura, "Ritratto di Lorenzo Viani", che Martini donò al Comune di Viareggio, dopo essere stata esposta alla Biennale di Venezia del 1938, nel 1939 giunse a Viareggio per essere collocata in una "degna sede", come da impegni presi all’atto della donazione.
Il monumento, il 10 agosto 1953, giorno dedicato a San Lorenzo, fu collocato nella piazzetta sul lungo molo, «in perenne contemplazione del suo mare, della sua darsena», poi, nel 1976, per salvaguardarlo dall’incuria e dai vandalismi dell’uomo, fu trasferito prima a Palazzo Paolina, successivamente nell’atrio del Municipio, ed infine a Palazzo delle Muse, dove attualmente si trova, mentre al suo posto, sul lungomolo, fu collocata una copia fedele in marmo, realizzata a Pietrasanta nel laboratorio di Franco Cervietti. --
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