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Quei 25 anni di attività del Comitato Alluvionati

Luca Basile
Quei 25 anni di attività del Comitato Alluvionati

Nonostante la recente scomparsa dello storico presidente Dino Viviani continua l’impegno dell’associazione nella prevenzione delle calamità naturali

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Luca Basile

Pietrasanta. 25 anni dopo il comitato Alluvionati di Pietrasanta “19 giugno 1996” è ancora operativo. Pur fra mille difficoltà e risposte dalle istituzioni che non sempre arrivano, il gruppo nato in scia alla tragedia che colpì la Versilia, non si è mai arreso. E non si arrenderà anche se non c'è più Dino Viviani, storico presidente e anima dello stesso comitato. Una perdita importante perché la sua scomparsa ha lasciato un vuoto quasi impossibile da colmare. «La nostra attività e il nostro impegno sul territorio – dice Patrizia Viviani, figlia di Dino e presidente del comitato oggi associazione di protezione civile – non sono mai venuti meno. Svolgiamo attività di prevenzione e di preparazione nell’intervento in vista o in caso di eventi calamitosi, attraverso attività formative e come volontari di protezione civile collaboriamo sul nostro territorio con i comuni della Versilia e con il comune di Pietrasanta. In particolare supportiamo il centro operativo di protezione civile comunale di Pietrasanta nella prevenzione degli incendi boschivi, negli interventi di allerta meteo e nelle situazioni di rischio e pericolo sul territorio comunale. Oggi possiamo contare su 18 volontari, un buon numero».

Comitato che non può invece contare sulla sala della protezione civile, chiusa a doppia mandata da anni, che si trova in un'ala del municipio attigua ad un ufficio comunale. «Questo è motivo di amarezza: quella sala - spiegano Viviani e Giuseppe Dal Torrione - era stata attrezzata utilizzando 100 milioni di lire arrivati come contributo. A lungo è stata un punto di ascolto, di partecipazione, di prevenzione, di gestione delle problematiche. Dino Viviani aveva più volte sollecitato una sua riapertura: non è mai stato ascoltato. Sarebbe stata una soluzione logistica importante durante l'emergenza covid. La nostra attuale sede è piccola, spazi ristretti dove puoi fare poco. Ma noi andiamo avanti».

Il comitato, sempre 25 anni fa, oltre a Viviani e Dal Torrione, trovò supporto fra gli altri, nell'azione di Ermete Milani, Elia Silvestri, Mario Lari, Maurizio Barberi, Dina Vagli e Barbero Migliorini: doveroso ricordarli per come si spesero, in ogni dove, per la comunità. «Cosa ci ha insegnato l'alluvione? A non dare mai niente per scontato – è il pensiero del Comitato – in teoria che qualcosa del genere, innescato da una nuova e terribile bomba d'acqua, possa di nuovo accadere non si può escludere. Anche perché le “briglie” sul fiume, in particolare nella zona di Cardoso, sono piene, i corsi d'acqua si sono ristretti, alcuni fossi e canali sono di fatto chiusi. Se invece di pensare di spaccare i monti si pensasse allo stato dei fiumi, sarebbe meglio. Mai abbassare la guardia. Per questo motivo è fondamentale il dialogo con le istituzioni: con la Regione ci confrontiamo spesso. Il Comune di Pietrasanta? Con l'ex assessore Elisa Bartoli il rapporto è stato continuo, anche se forse non si sono fatte grandi cose, ma abbiamo sempre riscontrato disponibilità. Il nuovo assessore – Tatiana Gliori – ad oggi non si è fatta né sentire e né vedere. Aspettiamo con fiducia. Ma ciò che più ci preme è continuare ad operare per la nostra comunità. Per questo non veniamo mai meno agli aggiornamenti e a quella voglia di dare che ha caratterizzato sempre il nostro modo di essere e di vivere il territorio». —

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