Il Tirreno

Versilia

franco a. calotti 

Al forte si ricorda la vita di don janni

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«Il mare ha parlato a noi con una lingua antica che non siamo riusciti a decifrare e ancora l’ascoltiamo e dalla spiaggia e dal pontile e ci dice di non dimenticare quelli che dopo le fatiche sono morti insegnandoci che l’unica nobiltà per trovare se stessi è il lavoro».

Ci voleva un uomo dai grandi orizzonti, venuto dalla Carnia, per far capire ai fortemarmini, con queste parole all’ingresso del municipio, l’essenza di un’esistenza divisa tra lavoro e cultura, tra razionalità e fede. Si chiamava Janni Sabucco, ed è stato dal 1957 fino al novembre del 1996 il parroco del Forte. Domani saranno giusto vent’anni che don Janni è passato all’altra riva, come lui amava dire, quella stessa che Gesù promise ai suoi discepoli, garanzia di un altro approdo nella certezza della fede. Una fede che Don Janni aveva solida e che gli permise di superare il dramma della sua permanenza a Fiume, negli anni caldi tra il 1939 e il 1948, nella parrocchia del Santissimo Redentore, e poi di approdare al Forte, buen retiro dei grandi della cultura, dell’arte e del pensiero che bazzicavano il “Quarto Platano” e con i quali fu subito amicizia.

A ricordarlo a Villa Bertelli, domani alle 11, nel Giardino d’Inverno saranno il sindaco Bruno Murzi, monsignor Piero Malvaldi, parroco di sant’Ermete e suo successore, il comandante Guido Giacometti conoscitore della questione istriana e monsignor Severino Dianich, uno dei più noti teologi italiani, che porterà il suo commosso tributo anche all’insegnante, innovatore e coraggioso, che arrivò a Forte come cappellano nell'ottobre del 1950, dopo aver subito le violenze dei partigiani di Tito.

Ad aprire i lavori sarà però una dedica speciale, quella del vescovo di Pescia, Roberto Filippini, che con Don Janni fu cappellano al Forte e che gli dedicò una poesia. Monsignor Sabucco svolse al Forte un grande servizio spirituale anche verso per gli ospiti estivi: un esempio per tutti ne è la Chiesa della Risurrezione a Roma Imperiale, da lui fortemente voluta e realizzata. Per questo, oggi, in occasione di questa importante ricorrenza, la comunità fortemarmina ricorderà un uomo, prima ancora che un sacerdote, dai moltissimi pregi sociali, culturali e personali. L’incontro condotto da Massimo Marsili si intitola “La fragranza del pane”, proprio come le sue celebri omelie pubblicate da Pacini Fazzi nel 2005 nel bel libro di Oscar Perich. —

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