Sicurezza
L’alluvione 25 anni dopo Alla cerimonia torna la gente
Dopo l’anno del Covid, la popolazione ha partecipato agli eventi in Versilia Buratti e Verona: servono politiche per evitare lo spopolamento di questi luoghi
Tiziano Baldi Galleni
stazzema. C’era silenzio ieri alle13,45 durante la preghiera per le dodici vittime di Cardoso, al monumento che le ricorda nella parte alta del paese. Proprio dove, il 19 giugno 1996, la furia di acqua e fango iniziò a distruggere le abitazioni. Poi il parroco don Simone Benelli ha benedetto quel luogo della memoria dopo che due bambine con il loro sorriso hanno deposto una corona d'alloro sotto la lapide con le dodici fotografie in bianco e nero.
Presente, dopo un intero anno di pandemia, anche una piccola folla di cardosini che è tornata così a presenziare fisicamente questo anniversario che ha segnato profondamente la piccola comunità. La cerimonia pomeridiana si è poi conclusa, dopo il corteo, davanti alla chiesa di Cardoso. Mentre scandivano i rintocchi delle campane, all’interno la gente guardava solennemente l’installazione allestita sul pavimento: un disegno colorato, con un arcobaleno e dodici stelle.
Presenti alla commemorazione c’erano il sindaco di Stazzema Maurizio Verona, il senatore Umberto Buratti, e i rappresentati dei tre Comuni della Versilia storica. Già con la mostra Con-Tatto inaugurata venerdì al Palazzo della cultura di Cardoso, è stata anche l'occasione per riflettere sul futuro di Stazzema e del suo spopolamento. «Ricordiamo bene quel giorno di 25 anni fa, da cui nacque il modello Versilia per il recupero di questa zona – ha detto Buratti –. Oggi con il Piano nazionale di ripresa e resilienza sempre più si parla delle aree montane: nei prossimi anni e nell’immediato auspico sorgano progetti per queste zone che sono un unicum in Versilia. Oggi però siamo prima di tutto a ricordare quel tragico evento, in cui la Versilia riuscì a rinascere e a rilanciarsi. Dobbiamo riprendere quello spirito, per riuscire a rilanciare un bel territorio del nostro Paese».
La giornata di ricordo è proseguita poi alle 19, dove da Cinquale alla foce del fiume Versilia è partirà la staffetta della memoria in collaborazione con l’Atletica Pietrasanta. La staffetta ha fatto tappa, come ogni anno, in località La Rotta a Pietrasanta, dove il fiume Versilia ruppe gli argini, a Marzocchino alla scuola primaria per la deposizione di una corona di alloro di fronte alla lapide che ricorda Valeria Guidi, vittima dell’alluvione. Poi in Piazza Carducci a Seravezza e a Ruosina al cippo inaugurato per il ventennale. L’arrivo è stato a Pontestazzemese dove è infine partita la consueta fiaccolata a piedi fino a Cardoso dove è stata celebrata la messa.
Anche il sindaco Verona ha ricordato, durante l’evento di ieri, l’importanza che le istituzioni mettano in atto politiche in grado di mantenere abitanti in questi luoghi. Perché è l'unico modo di prevenire tragedie simili. «Oggi sono passati 25 anni, ma è fondamentale continuare a ricordare questi anniversari perché la memoria è importante: primo – ha commentato Verona - per la vicinanza ai familiari delle vittime, secondo perché questi momenti spingono ad una riflessione di quello che sta accadendo in montagna. C’è stata un’assenza decennale delle istituzioni, che hanno smontato anno dopo anno i servizi, come la chiusura delle Poste, o la lotta che stiamo facendo per mantenere la scuola. Se vogliamo salvaguardare queste zona ci voglio le risorse, volte a sviluppare un’economia alternativa e compatibile con l’ambiente, non annunci per opere faraoniche: questa comunità pretenderebbe anche meno, ma investimenti essenziali, per la viabilità comunale esistente, per i servizi, l'innovazione e le agevolazioni fiscali». —
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