Gps nell’auto dell’ex socio in affari per perseguitarlo
Melania Carnevali
forte dei marmi. Per controllarlo, fa installare dei gps sotto la sua auto. Per ostacolare il suo lavoro, invece, non solo utilizza il mezzo classico della diffamazione sui social, ma si affida anche ad alcune veggenti per conoscere i suoi passi e cercare di interferire nei suoi rapporti di lavoro. Un’ossessione, quella di un imprenditore di Como nei confronti dell’ex socio in affari, dimostrata, secondo la squadra mobile che ha ricostruito i fatti, dagli oggetti utilizzati per il controllo e la tortura trovati nella sua casa di Forte dei Marmi: taser fuori dal circuito della libera vendita, spray urticanti, manette, occhiali con telecamere, mazze con tanto di indicazione del punto preciso da colpire per fare male.
È quanto ricostruito dagli uomini della squadra mobile di Massa nell’indagine Gps – Global Persecution System che ha portato all’arresto per atti persecutori continuati di due uomini. Un terzo è ancora latitante. L’imprenditore di Como è molto legato al mondo vip della Versilia, dove ha casa. Gli altri due uomini sono brasiliani irregolari sul territorio.
Le indagini sono partite dalla denuncia della vittima, un giovane imprenditore massese che era in affari con l’indagato. Gli atti persecutori, secondo la ricostruzione degli inquirenti, sarebbero iniziati proprio al momento della rottura del loro rapporto di lavoro. L’imprenditore lombardo non se ne sarebbe fatta una ragione e avrebbe iniziato a controllarlo.
Chiede sempre di lui per poterlo seguirlo, ma questo è nulla, perché l’ossessione lo porta, sempre secondo la ricostruzione della squadra mobile, a installare strumenti di rilevazione satellitare sotto le sue auto personali e aziendali utilizzate anche dai familiari e dai nuovi soci. Questo lavoro, lo fa fare ai due uomini assoldati per controllarlo. Più volte sarebbero venuti da Milano appositamente per intrufolarsi nel giardino dell’imprenditore massese e installare i gps. E, dal momento che installarli in una moto sarebbe stato decisamente più complicato, secondo quanto ricostruito dalla polizia, i due avrebbero anche versato zucchero nel serbatoio di carburante della moto per danneggiarla e costringere l’ex socio a utilizzare l’auto. L’imprenditore di Como si sarebbe rivolto anche alla magia e all’esoterismo, incaricando maghe, cartomanti e veggenti di scoprire i suoi progetti.
Le delicate e complicate indagini vanno avanti per due mesi serrati e gli uomini della squadra mobile ricostruiscono i fatti grazie anche alle intercettazioni. Quando vanno nella casa dell’uomo a Forte dei Marmi trovano conferma ai loro timori. «Nel corso della perquisizione – si legge in una nota di polizia – sono stati reperiti ulteriori preoccupanti elementi circa una possibile escalation degli atti persecutori: si era infatti procurato taser non di libera vendita, spray urticanti, manette, occhiali con telecamere».
L’uomo adesso si trova agli arresti domiciliari con il braccialetto elettronico. —
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