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Tagli selvaggi in Pineta, la città protesta e si mobilita
Domenica pomeriggio indetta una manifestazione a largo Risorgimento. Petizione, foto con gli alberi e una segnalazione all’Ordine degli agronomi
VIAREGGIO. Prende forma la protesta contro il taglio del verde pubblico tra pinete e città sotto forma di tante iniziative prese da singoli cittadino o gruppi, associazioni. Intanto è confermato l’appuntamento per domenica alle 17, a largo Risorgimento, per un incontro/manifestazione che prende spunto dal taglio dei pini eseguito per la realizzazione del nuovo parcheggio e della nuova viabilità del supermercato Pam che riapre. Continua, inoltre, la raccolta di firme in calce alle petizione on line “Stop ai tagli al Patrimonio arboreo di Viareggio” lanciata su “change.org”. La petizione è indirizzata a ministro dell’ambiente, al presidente della Regione Toscana e al sindaco di Viareggio e vi si legge: «La città una volta verde con alberi di grande dimensioni, vengono tagliati in fretta e furia, con tagli che vengono pubblicizzati con gioia dallo stesso sindaco sui social. Pratiche di capitozzature estreme vengono eseguite da personale inesperto con la scusa di pericolosità delle piante, le quali, invece sottoposte a tale pratica, si ammalano e perdono stabilità». Al momento le firme raccolte sono 742 e l’obiettivo è arrivare a mille.
Sonia Barsanti, attraverso la pagina Facebook del “Comitato per la salvezza di Viareggio” ha lanciato l’iniziativa “Io sono albero”. La foto di lei appoggiato a una grande pianta e il messaggio: «Invito a condividere le vostre foto insieme agli alberi. Un minuscolo gesto simbolico che vuol far riflettere sulla loro essenzialità».
Chiara Onesto, invece, spiega così l’iniziativa intrapresa: «Ho mandato la seguente email a sostenitori.it@greenpeace.org intitolandola “Contro il taglio dei pini a Viareggio” e allegando le foto dello scempio. Fatelo anche voi». Nel testo inviato si denuncia: «La pineta di Ponente la si sta riducendo a un prato, quella di Levante la si sottopone a una continua devastante erosione, il verde in città viene progressivamente annientato. Troppi alberi, troppi pini vengono abbattuti, con troppa faciloneria e frettolosità. Senza affiggere ciò che realmente hanno intenzione di fare, cosa che per legge dovrebbero fare. E lo fanno in pieno periodo di nidificazione. Nonostante la direttiva europea 2009/147/CE “vieti assolutamente i tagli di rami e alberi nel periodo di nidificazione degli uccelli, e cioè da metà marzo fino a tutto settembre”».
Alessandro Buonaccorsi è un agronomo, membro del Consiglio di disciplina dell’Ordine dei dottori agronomi e forestali Pisa-Lucca-Massa, che ha scritto al proprio Ordine: «In riferimento alla perizia di abbattimento per 16 pini, avendo riscontrato irregolarità, ho segnalato la situazione all’Ordine». Irregolarità che Buonaccorsi così illustra: «La perizia non è stata timbrata da alcun libero professionista iscritto all’Ordine e neppure viene menzionato eventuale nominativo responsabile: c'è solo un timbro della società, con sigla peraltro illeggibile. Faccio altresì presente che l'incarico è stato conferito il 20 aprile 2021 e la perizia redatta e conclusa il giorno successivo: pur comprendendo la “speditivitá” del lavoro, risulta quantomeno anomalo che si possano effettuare sopralluoghi, misurazioni, adempimenti tecnici, raccolta del materiale, redazione perizia e compilazione schede tecniche in così poche ore, soprattutto considerando che in tal modo si decide l'abbattimento di molti esemplari arborei (ben 16 piante di grandi dimensioni) il cui valore ecosistemico è indiscutibile. Rimetto agli organi competenti il giudizio di merito sollecitando un intervento».
Tra gli interventi dal fronte della politica cittadina, torna a farsi sentire Alberto pardini, consigliere della Lega, che sottolinea un aspetto evidente: «Tra gli aspetti che evidenziano i limiti e le conoscenze nella gestione del verde pubblico da parte dell’amministrazione comunale, anche quello della “demonizzazione” del pino, che diventa il nemico da – letteralmente – abbattere. Eppure lo stesso problema, solo per fare due esempi, non sembra valere per Pietrasanta, dove dopo la tempesta del 2015 non si sono fatti problemi a ripiantumare pini all’interno del parco della Versiliana, o Riccione, dove si è ricorsi ad un innovativo progetto di celle vegetative per tutelare la salute dei pini a dimora lungo i viali della città “per trovare un modo che consenta di mantenere il pino quale elemento verde distintivo della città, senza tuttavia essere costretti a barcamenarsi con una difficile manutenzione di strade, marciapiedi e sottoservizi devastati dalle radici degli alberi». —
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