Il Tirreno

Versilia

Il cordoglio degli amici 

«Al bar come in bici era un trascinatore»

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Viareggio. Una persona aperta, che sapeva conquistarsi la fiducia, un trascinatore. Metteva entusiasmo in tutto quello che faceva. Fausto Pezzini in passato aveva avuto problemi cardiaci. E per questo, spinto dal desiderio di mantenersi in forma, aveva cominciato ad allenarsi in bicicletta. Come spesso gli capitava, ci aveva preso passione e aveva cominciato anche ad ottenere buoni risultati a livello amatoriale in Toscana. Era stato vice presidente della società Viareggio Bike e attualmente era consigliere della Freedom Bike. Quest’ultima sta organizzando una raccolta di fondi da destinare in beneficenza all’associazione “Il mondo che vorrei”, dei familiari delle vittime della strage di Viareggio e a “Ridolina”. «Eravamo grandi amici con Faustino – ricorda Gabriele Pezzaglia – era un grande trascinatore quando era sulla sua bici». Lo era anche con i clienti del bar, con i giovani studenti e le loro famiglie. «Era sempre un piacere ascoltarlo. Riusciva a parlare di tutto davanti a un bicchiere nel suo locale. Aveva sempre grandi attenzioni per i suoi clienti, sia per i giovani che per i loro genitori», lo ricorda un amico anche lui commerciante.

«Profonda commozione e vicinanza alla famiglia di Fausto Pezzini a nome mio personale e di tutta Confesercenti Versilia, associazione di cui il Caffè Shelley era storico socio». Nelle parole del presidente Francesco Giannerini lo sgomento per la scomparsa di uno dei titolari del bar nell’omonima piazza. «Abbiamo sperato fino all’ultimo che Fausto riuscisse a recuperare dopo il pauroso incidente». La salma da ieri sera è nelle stanze mortuarie del Versilia dove resterà fino a domani. Poi la cremazione. –

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