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Emergenza abitativa: il Comune aderisce alla Fondazione Casa
L’assessore Maineri: «Verremo incontro a chi ha redditi troppo alti per gli alloggi Erp e troppo bassi per il libero mercato»
viareggio. Anche il Comune di Viareggio ha formalmente aderito alla Fondazione Casa, grazie alla modifica dei criteri di ingresso, che hanno portato a una spesa di soli 12mila euro la quota annuale per gli Enti che vogliano farne parte. «Fondazione Cassa in particolare si occupa di cohousing (forme di coabitazione, ndr) e affitti calmierati destinati in particolare a quella cosiddetta “fascia grigia”, ovvero quelle persone o famiglie che si trovano», spiega l’assessore e vice sindaco Federica Maineri (Pd), «in condizioni di reddito tali da non poter affrontare i prezzi del libero mercato, ma neppure da poter accedere alle abitazioni dell’edilizia residenziale pubblica». Insomma, chi guadagna troppo poco per un affitto ai prezzi di Viareggio, ma non così poco da poter ottenere un alloggio popolare. «Fondazione Casa», ricorda Maineri, è stata fondata proprio per andare incontro a questi tipi di esigenze. E l’adesione di Viareggio, che dimostra un disagio abitativo importante, è un passaggio chiave».
Uno strumento, insomma, per dare speranza di un tetto sicuro sopra la testa per molte famiglie che anche a causa della perdita del lavoro nella pandemia potranno trovarsi sotto sfratto. Quello che non è chiaro, però, è alle esigenze di quale fascia di popolazione la Fondazione Casa sarà chiamata a offrire soluzioni sul territorio del comune di Viareggio.
Perché nel corso del partecipato dibattito in consiglio comunale che ha portato all’approvazione della adesione alla Fondazione Casa, si è levata anche la voce di Gabriele Tomei, ex assessore al sociale, presidente della commissione sociale del consiglio comunale capogruppo di “Progetto per Viareggio”, a sostenere un altro scenario. Ovvero quello di un sostegno che la Fondazione sarà chiamata a offrire a coloro che oggi sono accolti nelle strutture dell’emergenza abitativa come sono Casa Tosca, a Torre del Lago, e Ferrhotel a Viareggio. «Fondazione Casa è quello strumento che mette insieme soggetti pubblici e privati, del privato sociale, del volontariato, delle cooperative» per «offrire percorsi che non siano così rigidi, esigenti, come spesso il pubblico deve essere». Questo non significa che «possa essere una scappatoia, un veicolo attraverso il quale si reintroducono delle flessibilità eccessive all’interno delle politiche così rigorose che l’amministrazione sta tenendo». Proprio per questo «i casi che saranno seguiti con questo strumento sono dei casi molto particolari, già in carico al servizio sociale, che già seguono un percorso dentro strutture di emergenza sociale, ma che possono essere accompagnate verso una transizione al libero mercato ». Il che significa che non c’è spazio per quella “fascia grigia” alla quale ha fatto riferimento, invece, l’assessore Maineri nel suo intervento in consiglio. —
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