Rischio di una classe pollaio per la futura prima media
Quasi sicuramente sarà formata una sola sezione anche se si sono due quinte elementari. L’ipotesi comunicata ai genitori ha suscitato grande preoccupazione
STAZZEMA. La prima media del prossimo anno scolastico dell’Istituto comprensivo Martiri di Sant’Anna rischia di essere una classe pollaio. Un’unica sezione di quasi trenta ragazzi (nonostante le due quinte elementari) fra cui dieci bambini con varie disabilità: quattro con la certificazione 104 e sei con bisogni educativi speciali.
È questa l’ipotesi comunicata ai genitori dei futuri alunni della primaria di secondo grado. Ipotesi che una mamma, Francesca Battelli che è anche rappresentante della classe, ha rispedito al mittente spiegando i motivi in una lettera inviata alla dirigente dell’ufficio scolastico provinciale Donatella Buonriposi. «Mi permetto di scriverle in rappresentanza dei genitori, per comprendere meglio – si legge nella lettera di Battelli, che è anche vice presidente del consiglio d’istituto – quale sarà la sorte dei nostri figli nel passaggio alla scuola secondaria di primo grado, dopo aver contattato in prima istanza il dirigente scolastico il quale purtroppo non mi ha saputo dare una risposta chiara». A quanto pare infatti si prospetta un’unica sezione a fronte di due quinte della primaria che in totale contano 25 alunni, più ci saranno tre alunni che non sono stati ammessi alla seconda media. Fra questi ci sono tre bambini con certificazione 104 e sei con bisogni educativi speciali e disturbi di apprendimento. «Ci auguriamo che, stando così la situazione, anche per la secondaria – prosegue Battelli - possano continuare ad essere suddivisi in due sezioni, per garantire al meglio l’inclusione scolastica e favorire il miglior insegnamento per i nostri ragazzi senza penalizzarli». La mamma cita anche un riferimento legislativo - l’art. 5, comma 2, d.P.R. 81/2009 – in cui si spiega che «le classi iniziali delle scuole ed istituti di ogni ordine e grado, ivi comprese le sezioni di scuola dell'infanzia, che accolgono alunni con disabilita sono costituite, di norma, con non più di 20 alunni, purché sia esplicitata e motivata la necessita di tale consistenza numerica, in rapporto alle esigenze formative degli alunni disabili». La Buonriposi ha già risposto alla lettera spiegando che il sempre minor numero di iscritti mette a repentaglio la didattica e che tuttavia cercherà di trovare una soluzione con il dirigente scolastico Maurizio Tartarini. Infine Francesca Battelli ha ricordato che ci sono le distanze da rispettare data la pandemia, e «che una classe unica di circa 30 alunni, con anche quattro docenti in contemporanea tra sostegno e curricolari, sarebbe poi pericoloso». —
Tiziano Baldi Galleni
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