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Via Coppino, all’ora di cena scoppia la lite e volano i tavoli

Donatella Francesconi
Via Coppino, all’ora di cena scoppia la lite e volano i tavoli

Ambulanze e carabinieri nella notte di fronte al Kebab: due feriti e due persone portate in caserma 

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VIAREGGIO. Sono le 20,30 del secondo venerdì di apertura di ristoranti, bar, locali e manca un’ora e mezzo allo scattare del coprifuoco che ancora resiste. Via Coppino ha i ristoranti pieni, i clienti cenano all’esterno come prevede la normativa anti contagio. All’improvviso le grida: tavoli e sedie del Kebab che si trova quasi all’angolo con via Menini volano in mezzo alla strada, un piccolo vaso da fiori viene utilizzato come un’arma, lanciato sulla testa di uno dei protagonisti della violenta lite. Immediato l’arrivo dei carabinieri della Compagnia di Viareggio, con due pattuglie, e poi le ambulanze – Croce Rossa di Viareggio e Croce Verde di Lido di Camaiore – e l’automedica. Due i feriti, trasportati in ospedale uno con codice verde e l’altro con codice rosso per politrauma e alterazione della coscienza. E due le persone che i carabinieri hanno portato in caserma, quando ormai il coprifuoco stava per scattare.

Ancora ieri era in corso la ricostruzione dei fatti da parte degli inquirenti, con l’identificazione dei protagonisti della violenta lite avvenuta a un passo da uno dei ristoranti più rinomati di via Coppino.

«C’erano due famiglie che avevano finito di cenare da un po’ ed erano ancora sedute ai tavoli», raccontano i dipendenti del Kebab: «A un certo punto sono entrate altre due persone che hanno acquistato delle birre. Il tempo di uscire fuori dal locale e in un attimo stavano già litigando».

Uno dei protagonisti – un giovane di origini straniere ma italiano a tutti gli effetti, già noto alle forze di polizia – aveva un coltello che ha depositato sul cofano di un’auto in sosta, davanti ai militari, affermando: «Non l’ho neppure usato». I militari hanno avuto il loro da fare per abbassare i toni del post lite, in un clima che rischiava di riaccendersi. Al vaglio dei carabinieri le ipotesi sui motivi scatenanti dei fatti: uno sguardo di troppo a una donna, ma probabilmente anche questioni di soldi. Anche se i protagonisti hanno dichiarato ai militari di non conoscersi.

La violenza esplosa sotto gli occhi di tutti ha scatenato la protesta di residenti e commercianti, dopo una estate – quella del 2020 – che aveva visto parte dei ristoratori organizzarsi pagando la vigilanza privata nel fine settimana, dopo le numerose risse e aggressioni avvenute nel cuore della notte nella prima estate del virus che non aveva coprifuoco.

Nel corso del 2020 sono stati presentati tre esposti, diretti a Prefettura e Procura di Lucca, sottoscritti da decine di firme, per denunciare le notti “calde” di una Darsena che vede insieme gli yacht della grande nautica e lo spaccio, con la sua affollata clientela, che mette radici in pineta di Levante e nei tanti immobili abbandonati. —

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