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Vaccini, la rabbia dei medici “disoccupati”
Il dottor Sorbo, a nome di dieci colleghi: «Fino al 25 aprile abbiamo lavorato a pieno ritmo, ora le persone vanno a Viareggio»
Luca Basile
pietrasanta. «Ogni giorno riceviamo dalle 100 alle 150 telefonate dai nostri pazienti che chiedono del vaccino, di quando potranno farlo, della paura di subire un'attesa che non comprendono: e noi, alle loro domande, non abbiamo risposte». Ermanno Sorbo, poco meno di 1.500 mutuati, è uno dei medici di base più conosciuti di Pietrasanta: restio ad andare sulle cronache ieri mattina, esasperato, alla pari di altri colleghi dalle tempistiche e dai mille ingorghi del piano vaccinale in Toscana, ha deciso di prendere parola. Di provare a fare chiarezza su una questione che è divisiva e invelenita anche in terra di Versilia.
«Presso gli ambulatori dell'ex ospedale cittadino sono operativi dieci medici: fino al 25 aprile scorso abbiamo regolarmente fatto vaccini con le dosi consegnate: in circa due mesi abbiamo completato, fra prima e seconda dose, circa 3mila somministrazioni. Poi, dopo il 25 aprile – spiega Sorbo – tutto si è bloccato. Perchè? Non lo sappiamo. Oggi le persone sono costrette a recarsi da Pietrasanta e non solo al centro del Terminetto di Viareggio dove gli operatori sanitari fanno anche troppo, ma dove ancora la gestione di un numero importante di persone non è semplice. E noi medici di Pietrasanta, dieci all'ex ospedale lo ripeto, siamo qui inutilizzati mentre potremmo dare una grossa mano, venire incontro alle esigenze del territorio, delle persone. Chi meglio di noi conosce le fragilità, le patologie, le priorità del singolo paziente? La nostra è una struttura che funziona, abbiamo la competenza e gli spazi per potere vaccinare e invece veniamo ignorati anche se poi ad essere ignorati e abbandonati ad un'attesa incomprensibile sono i cittadini.
«Leggo che sono arrivate e continueranno ad arrivare tantissime dosi: ci fanno sapere – prosegue Sorbo – che dalla prossima settimana si potranno registrare anche le persone fra i 50 e i 59 anni: ma se in Toscana abbiamo appena adesso finito quelli sopra gli 80 anni e siamo indietro sul resto come si può pensare di accelerare i tempi se non si impiegano le forze sul territorio? Del resto noi siamo quelli che prendiamo d'assalto, spesso senza alcun riscontro, il portale della Regione con quello che ne consegue, E tutto questo è frustrante, è motivo di amarezza e di rabbia. Perchè se fino a due settimane fa ci caricavano di un impegno importante se non addirittura eccessivo in tema di vaccini adesso è tutto fermo? Dobbiamo mettere in sicurezza più persone possibili nel più breve tempo? Bene, i medici di base della Casa della Salute di Pietrasanta sono a disposizione. Cosa aspettiamo? Qualcuno ci faccia capire. Qualcuno, in Regione o non so dove, cominci a dare risposte alle persone che vogliono, e ne hanno il diritto, di vaccinarsi al più presto». —
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