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Dalla strage di Monte Sole all’eccidio di Sant’Anna: due tragedie da ricordare
La vigilia della Festa della Liberazione è l’occasione giusta per riscoprire i volumi scritti da Simona Baldanzi e Michele Nardini
Viareggio. In un tempo di chiusure e reclusioni forzate la parola Liberazione torna a farsi spazio in modo irruento e incalzante: obiettivo comune e condiviso dell’esigenza di riappropriarsi quanto prima di una libertà a lungo limitata. Privata, per il secondo anno consecutivo, di cerimonie e manifestazioni pubbliche, la festa del 25 aprile, assume i contorni della dimensione personale. Diversa nelle modalità ma abbastanza simile nelle condizioni, per molti infatti la pandemia ha assunto i tratti della prigionia e della riduzione delle possibilità di vita.
Ed è un po’ questa la strada percorsa da Simona Baldanzi nel suo libro Corpo Appennino. In cammino da Monte Sole a Sant’Anna di Stazzema (Ediciclo editore, 16 euro). Una riflessione che si snoda sul doppio binario della vita personale e della grande Storia in cui l’autrice fiorentina mette a confronto due estati: una secondo una prospettiva tutta privata trascorsa in ospedale e poi in convalescenza a seguito di un intervento alla testa e una di più largo respiro, che mette insieme la società, la cronaca, la Storia. Estati nelle quali la vita è rimasta in sospeso pronta a presentare il conto. Per saldarlo Baldanzi intraprende un cammino della memoria che lega Monte Sole, teatro delle stragi del settembre/ottobre 1944 (nei pressi di Marzabotto ai piedi dell’Appennino), a Sant’Anna di Stazzema, altro scenario della violenza e della crudeltà nazista (12 agosto 1944): un cammino collettivo, un percorso attraverso i monti per sanare ferite moderne e ferite antiche, per trovare le energie e ripartire, per combattere sotto la bandiera del non stare a guardare ma piuttosto dello sporcarsi le mani, del partecipare. Verbo caro alla Baldanzi che oltre ad essere scrittrice è una sindacalista pronta a scendere in piazza per difendere i diritti dei lavoratori di Prato.
Altra lettura da ripescare in questi giorni di memoria è il romanzo scritto da Michele Nardini: I comandamenti della montagna (Barta, 15 euro). La montagna è quella delle Apuane, scenario il 12 agosto 1944 della terribile strage nazista che falcidiò Sant’Anna di Stazzema. Un’estate violenta che segna per sempre un territorio, la sua popolazione. Nardini, giornalista, addetto alla comunicazione e alla creazione dei contenuti multimediali della Scuola Superiore di Sant’Anna di Pisa, dà voce a chi in quella tragedia ha sacrificato tutto, i partigiani che si sono spesi per la libertà. Sant’Anna per l’autore, è un luogo dell’infanzia, un racconto appreso dai nonni poi divenuto esperienza diretta andando alla scoperta dei luoghi della Resistenza e intrecciare relazioni con i protagonisti di quella pagina di Storia. Uomini e donne che hanno messo la libertà davanti a tutto, nella speranza e nella convinzione di ipotecare un futuro migliore. —
Cristina Bulgheri
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