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Vaccinazione saltata per febbre: «Impossibile parlare col Terminetto»
La vicenda di un anziano che aveva appuntamento per la giornata di lunedì ma non si è potuto presentare per un malessere improvviso
viareggio. La testimonianza della signora Augusta, figlia di padre settantanovenne, fa venire il mal di testa tanto è complicato il racconto della impossibilità di comunicare con il Centro vaccinazioni del Terminetto. Il genitore della signora Augusta aveva appuntamento – causa patologia – per essere vaccinato lunedì 19 aprile. «A mezzogiorno», così il racconto al Tirreno, «ha accusato qualche linea di febbre e l’ho sconsigliato di uscire». A quel punto, la signora si è messa all’opera per comunicare – come previsto dal messaggio ricevuto dal padre via sms per l’appuntamento – che la persona da vaccinare era impossibilitata a raggiungere il centro vaccinazioni. «Non c’è stato niente da fare, né per telefono e neppure al fax indicato nel messaggio», racconta la figlia dell’anziano viareggino. La signora Augusta ha cercato di contattare sia il numero dell’ospedale Versilia che quello messo a disposizione dalla Regione per informazioni sulle vaccinazioni: «In entrambi i casi», prosegue la testimonianza, «sono stata rimandata al “via”, ovvero al centro del Terminetto, i cui numeri risultavano irraggiungibili. A quel punto ho inviato una pec alla Asl, preoccupandomi non solo per mio padre, ma anche perché la dose di vaccino non andasse perduta».
Nella giornata di ieri sul telefono del padre della signora Augusta sono arrivate una serie di comunicazioni. Un messaggio con la comunicazione che la vaccinazione era saltata, senza nessun’altra informazione su un futuro appuntamento. Un altro messaggio nel quale lo si informa che il tampone eseguito l’otto aprile ha dato esito positivo. «Peccato solo che mio padre non abbia mai fatto alcun tampone», sottolinea la signora Augusta.
Inoltre, l’uomo è stato contattato per telefono dal reparto dell’ospedale Versilia relativo alla patologia certificata nell’appuntamento. Gli è stato chiesto se si fosse mai vaccinato, gli sono state fatte domande sulla patologia e sulle cure cui il medico di base lo ha sottoposto. «Mio padre, però», continua la figlia, «da quel reparto non è mai passato. Non so perché e di chi sia la responsabilità, ma così stanno le cose». Al termine del colloquio, l’uomo ha posto la domanda delle domande: quando potrà essere vaccinato. «Gli è stato risposto “vedremo”», si conclude il racconto della figlia.
Alla Asl, cui il Tirreno ha raccontato la vicenda per capire come sia possibile comunicare con il Centro vaccinazioni del Terminetto, così hanno risposto: «Quando non vedono arrivare la persona prenotata la chiamano ai recapiti che ha lasciato. la persona spiega il motivo per cui non può essere presente e quindi ne cancellano la prenotazione. La persona rimane comunque negli elenchi di coloro che devono essere chiamati». Di tutte le comunicazione ricevute ieri dal padre della signora Augusta, però, quella del Centro vaccinale non è mai arrivata. —
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