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Il senatore Mallegni «Preoccupati per l’inchiesta fanghi»

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Massarosa. Anche il senatore di Forza Italia Massimo Mallegni interviene sulla questione della maxi-inchiesta sul riciclaggio di fanghi e le infiltrazioni mafiose in Toscana che hanno coinvolto anche un terreno nel comune di Massarosa, in zona Pioppogatto.

«Siamo preoccupati ma di certo non puntiamo il dito sugli indagati – spiega il forzista – siamo garantisti e aspettiamo tutti i gradi di giudizio, avendo massimo rispetto per la magistratura e anche per coloro che oggi devono avere la possibilità di potersi difendere».

Il senatore ha ricordato infatti la propria vicenda giudiziaria che lui stesso definisce «odissea» che lo ha visto indagato e imputato «due anni, per poi vedersi completamente innocente e assolto con formula piena».

L’inchiesta coordinata dalla Dda di Firenze sulle infiltrazioni della’ndrangheta in Toscana e su politici, enti pubblici e imprenditori tra cui l’accusa di corruzione per il capo di gabinetto di Eugenio Giani in Regione, Ledo Gori.

«La cosa che più ci preme per tutta la serie di situazioni che ci sembravano estremamente poco chiare da tempo – prosegue – La soluzione non allontanare alcune persone dai vertici regionali, qui il problema ben più profondo: c’è una cultura del potere e una gestione diretta di un sistema che ormai arrugginito e incancrenito. Noi di Forza Italia dobbiamo adesso arrivare a fare pulizia e togliere di mezzo ogni tipo di relazione negativa con il passato. Serve un profondo atto di coraggio e che tutta la giunta regionale. visto che fino ad adesso abbiamo fatto notare le problematiche sanitarie, ma pare che ci siano oggettive preoccupazioni anche da altro punto di vista, prenda atto della fine di un’epoca ormai consunta e che ha stretto relazioni poco ortodosse».

E conclude: «Siamo profondamente preoccupati per l’inquinamento, l’eccessiva e negativa interazione tra pubblico e privato, le agevolazioni passate attraverso favori e le leggi fatte attraverso cortesie – conclude –. Su questo saremo irremovibili e vigili: lo siamo sempre stati e non abbasseremo la guardia. Sappiamo che mancano quattro anni alle prossime elezioni, ma non detto che le cose possano cambiare prima, ora per il momento di cambiare strada, di svoltare e di togliere il potere dalle mani di coloro che ce l’hanno dal 1970». –

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