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«Siamo al lavoro per rispettare la scadenza del 25 aprile»
VIAREGGIO. Alessandro Squillace, referente dei medici di famiglia della Versilia, non ha dubbi. Se c’è stato un ritardo nell’avvio della campagna vaccinale per i cittadini che hanno più di 80 anni, affidata ai medici di famiglia, è per un semplice fatto: i vaccini non c’erano. Anche la fascia più debole della popolazione per quanto riguarda il rischio di contagio che, come indicano le statistiche, continua a correre velocemente deve fare i conti con le mancate consegne del siero. «Alcuni medici non hanno neppure gli spazi adeguati per fare le vaccinazioni – spiega il dottor Squillace – per questo, grazie a un ulteriore accordo tra Asl Toscana Nord Ovest e medici, sono stati messi a disposizione nuovi spazi per fare i vaccini». Gli ambulatori in zona Coop a Viareggio, della sede della Misericordia di Camaiore e del distretto sanitario di Seravezza all’ex ospedale Campana, oltre a quelli del Terminetto. Poi c’è chi si è organizzato per vaccinare nei propri ambulatori. «Credo che saremo in grado di rispettare la scadenza del 25 aprile per la prima somministrazione agli ultra ottantenni. Dobbiamo tenere conto delle difficoltà organizzative che ci possono essere per questa campagna vaccinale che non è come quella dell’influenza. Il vaccino ha bisogno di una particolare conservazione e richiede grande attenzione nella preparazione oltre che nella somministrazione» aggiunge il medico. Vanno inoltre evitati gli assembramenti negli ambulatori. Insomma, non sono mancate le criticità legate all’organizzazione del lavoro. «Anche i tempi della vaccinazione stessa sono lunghi – aggiunge Squillace – dopo l’inoculazione infatti il paziente resta per quindici minuti nell’ambulatorio per tenere sotto controllo eventuali reazioni allergiche». Da parte dei medici di famiglia c’è la massima disponibilità a concludere le vaccinazioni (prima dose) entro il 25 aprile o al massimo nei primi giorni di maggio, se non ci saranno altri intoppi». I medici di base della Versilia coinvolti sono poco più di 100. Circa 400 ultraottantenni sono stati segnalati all’Asl chiedendo che siano vaccinati a domicilio. «Vorrei evidenziare che i medici di famiglia in questo periodo hanno un sovraccarico di lavoro . C’è la campagna vaccinale degli over 80, c’è tutta l’attività ordinaria da svolgere, oltre a quella legata al Covid-19. I dottori si trovano a rispondere a decine di telefonate al giorno di altri pazienti di altre fasce di età e di altre categorie che chiedono quando potranno essere vaccinati. Sarebbe bene che ci fosse un portale anche a disposizione dei pazienti con una comunicazione più efficace e chiara». —
S.C.
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