Italia
Ex piscina, la proprietà va avanti con la progettazione
Al momento non c’è una offerta economica da parte del Comune a otto mesi dall’annuncio del sindaco Del Ghingaro di volerla riacquistare
Donatella Francesconi
viareggio. Un’offerta concreta sul tavolo non c’è ancora, a otto mesi dall’annuncio del sindaco Giorgio Del Ghingaro – ad agosto 2020 nel passaggio tra primo e secondo mandato – dell’intenzione del Comune di Viareggio di acquistare la ex piscina comunale andata in vendita a un privato nel fallimento della Viareggio Patrimonio. Certo, in mezzo c’è stata la seconda lunghissima ondata della pandemia che ha reso più difficile il confronto tra Comune e proprietà dell’ex impianti sportivo pubblico, la “Aquasalus Società cooperativa sociale sportiva dilettantistica Onlus” di Franz Bordin.
Nel frattempo, si apprende da fonti comunali, la progettazione della ristrutturazione dell’impianto per mano della nuova proprietà va avanti. Con l’obiettivo di riaprire la piscina il prossimo anno, ora che gli interventi da effettuare sono diventati sempre più chiari e gli aspetti più tecnici di una struttura in condizioni fortemente degradate sono stati affrontati e definiti. Considerando che si tratta di un impianto che aveva grande necessità di manutenzione già prima della chiusura, arrivata nel 2016, primo mandato dell’amministrazione Del Ghingaro. Una progettazione complicata, così si apprende, che ha richiesto del tempo ma che oggi si avvia a completamento. Insomma, la proprietà va avanti, al netto delle intenzioni del Comune, il cui primo cittadino aveva dato mandato agli uffici – così l’annuncio – di formulare una offerta economica per l’ex piscina comunale.
Sulla quale pende anche un contenzioso in Tribunale. La “Aquasalus”, infatti, si era rivolta al Tar Toscana contestando la scelta del Comune di Viareggio di consentire alla piscina dell’impianto sportivo polifunzionale “Centro Polo”, anche questo finito tra i beni venduti dalla curatela fallimentare della Viareggio Patrimonio, la possibilità di una chiusura invernale della piscina in via di realizzazione. Il ricorso è stato ritenuto inammissibile dal Tar e la proprietà della ex piscina comunale ha presentato ricorso al Consiglio di Stato.
Al di là del braccio di ferro giudiziario, la vicenda dei ricorsi pone un punto centrale per il futuro del nuoto a Viareggio: la concorrenza tra le due piscine, una nelle mani di privati che possono sostenere il confronto anche dal punto di vista delle tariffe libere che possono essere proposte, e l’altra gestita da una Onlus e destinata all’offerta sportiva per tutte le fasce di popolazione. Dalle scuole, ai disabili, gli anziani, passando per le società natatorie che non possono certo essere “strozzate” per l’utilizzo delle vasche. Un problema, quello di reggere la concorrenza, che si porrebbe anche se la piscina della Darsena venisse acquistata dal Comune. Che si troverebbe nel giro di due anni a non poterne più sostenere i costi in perdita.
Un rebus non facile da sciogliere in una Viareggio che ha visto ben quattro impianti sportivi finire nelle mani dei privati a seguito del fallimento della Patrimonio. Una città che a parole ha sempre sostenuto come il turismo sportivo fosse da incentivare, ma che poi – nei fatti – ha lavorato in tutt’altro senso. Considerando anche la chiusura dello stadio dei Pini, datata ormai estate 2018.
Resta da capire quale sarà il destino degli impianti sportivi cittadini concessi alle associazioni sportive purché si carichino ogni spesa, ordinaria e straordinaria. Un anno di pandemia ha seriamente provato il mondo dello sport, soprattutto amatoriale. Vista la ripresa dei conti pubblici, tanto che si ipotizza un acquisto della ex piscina comunale, resta tutta aperta la domanda: il Comune sarà in grado di tornare destinare fondi propri all’impiantistica sportiva cittadina? —
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