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La Lecciona vista dall’ecologo Strata: «Qui foresta planiziale e mare si toccano»

Donatella Francesconi
La Lecciona vista dall’ecologo Strata: «Qui foresta planiziale e mare si toccano»

Specie vegetali rare e nidificazione del fratino: non solo verde e sabbia da popolare di presenze umane

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Donatella Francesconi

viareggio. Non solo Ciclovia Tirrenica, e dibattito che ne è scaturito nelle ultime settimane, per accendere l’attenzione sulla necessità di «difendere» la Riserva naturale della Lecciona. Che vale la pena attraversare, in questi giorni di festa ai tempi del virus, con la zona rossa vigente che limita gli spostamenti, con lo sguardo di Max Strata, ecologo, docente, scrittore. Intervenuto, di recente, nel ricco e interessante dibattito on line promosso dai consiglieri comunali che hanno votato contro l’atto di indirizzo votato dal consiglio comunale per scegliere di far passare proprio tra le dune della Lecciona, il tratto della Ciclovia Tirrenica tra Viareggio e Torre del Lago. Anche se a chi l’ha sotto gli occhi per tutta la vita l’ambiente della Lecciona può sembrare solo verde e sabbia, in realtà è molto altro. Un vero e proprio insieme di elementi naturali che costituisce un bene prezioso per tutti e non solo per gli esseri umani che sempre si pongono al centro del mondo.

«La Riserva della Lecciona ha un’estensione di 163 ettari», spiega Strata che ricorda: «Questa parte del Parco è uno dei pochi luoghi che congiunge una delle ultime foreste planiziali del Mediterraneo con un cordone dunale intero, senza soluzione di continuità».

Camminando all’interno della Riserva in compagnia dell’ecologo, per quanto riguarda la vegetazione, si incontrano «piante pioniere come la verga d’oro (Solidago virgaurea subsp. litoralis) e il profumato elicriso (Helicrysum stoechas), la Periploca graeca, l’Anacamptis palustris, piuttosto rara ma ben presente negli stagni della zona e una idrofita natante come è l’Utricularia australis, meglio nota come “Erba vescia”, che si trova negli stagni a mare».

Sul fronte delle specie animali, invece, ecco «il gasteropode Tebha pisana, detta anche “chiocciolina pisana” il Fratino, il Triturus vulgaris e il Triturus cristatus, due specie di Tritoni». Fratino che negli ultimi dieci anni ha visto «scomparire il 50 per centro della popolazione». Un interesse ecologico della Riserva, sottolinea Strata, «che non è solo locale, ma è un ben più vasto interesse di carattere nazionale e comunitario. Per un’area che risponde alle direttive comunitarie e alla legge regionale 30/2015, in particolare per quanto riguarda il Sistema regionale della biodiversità». La Lecciona è inoltre «zona di nidificazione protetta e tutela ai senso della Direttiva comunitaria sugli uccelli».

Ciclopiste e mobilità lenta «vanno sostenute», è chiaro il messaggio di Max Strata: «Ma non là dove non vanno realizzate». Perché «questo tipo di intervento porta con sè il rischio che aumenti la presenza umana su questi luoghi e questo confliggerebbe con la sua conservazione».

Il messaggio che arriva da chi studia e ascolta l’ambiente che ci circonda fa davvero riflettere: «Ogni elemento di natura ha un proprio valore intrinseco, ovvero ha una realtà in sé che noi non riusciamo ad afferrare né con i nostri sensi né con il nostro intelletto, ma che pure esiste. E connota il complesso di ciò che è vivente. Ciò cambia la prospettiva con cui guardiamo alla cose del mondo e ha come conseguenza che ogni essenza del naturale, è degna di attenzione ». —

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