Via al piano delle antenne Ancora fuori le Seimiglia
E il problema del segnale internet rimane anche per la linea fissa Dalle Luche: «Il gestore che installerà sulla Sarzanese lo farà anche in collina»
Camaiore. Non è un mistero che la crescente richiesta di connettività abbia subito un’accelerazione improvvisa dovuta all’emergenza Covid, che ha costretto molte persone a casa. Se parliamo di impianti stazioni radio base, segnali radioelettrici e antenne, il territorio camaiorese presenta diverse criticità, soprattutto nelle frazioni collinari.
L’amministrazione, nel consiglio comunale di martedì, ha intanto approvato definitivamente il programma in materia di impianti di radiocomunicazione. Il provvedimento è stato preso principalmente per disciplinare l’esposizione dei cittadini ai campi elettromagnetici, in sostanza per tutelare la salute pubblica, e per stabilire dei criteri di localizzazione degli impianti. Nel documento, pubblicato sul sito del Comune e disponibile a cittadini ed utenti, si leggono i seguenti significativi passaggi: «È fatto divieto di installare impianti su siti sensibili comprese le relative pertinenze esterne fruibili, divieto che può essere superato sui singoli beni classificati come siti sensibili, che per attività da essi svolta richiedano una puntuale copertura radioelettrica da dimostrare con adeguata documentazione tecnica (in sostanza per esigenze legate alla singola struttura, altrimenti non sarà possibile utilizzare impianti su punti sensibili, ndr)». I punti sensibili sono in sintesi edifici scolastici pubblici e privati, edifici a funzione pubblica o di uso pubblico (asili, scuole, ospedali, case di cura, case di riposo, aree verdi attrezzate per la permanenza e il gioco dei bambini). Il documento è uno strumento che può servire a gestire il posizionamento degli impianti in modo da coprire con efficacia tutto il territorio di Camaiore, dove, soprattutto nelle frazioni collinari, i problemi legati alla potenza del segnale e alla sua efficienza sono molto sentiti.
«Attualmente l’ultimo impianto stazione radio base del nostro territorio è a Montemagno – spiega il consigliere comunale con delega alle stazioni radio base Graziano Dalle Luche – e in frazioni come Seimiglia abbiamo chiesto a Telecom di intervenire, riconfigurando le linee e sistemando la rete».
In altre frazioni gli armadi ripartilinea (armadi che hanno la funzione di connettere la tratta telefonica primaria a quella secondaria, in sostanza dalla centrale telefonica all’utente finale) sono troppo distanti dal centro, come a Marignana e Metato ad esempio. A Pedona e Nocchi, qualcosa si è riusciti a fare spostando un armadio più vicino al centro abitato. Insomma, c’è ancora molto da fare.
Il regolamento comunale approvato pochi giorni fa punta proprio a riequilibrare una situazione con diverse criticità: «Abbiamo scritto nel documento che la compagnia richiedente un nuovo impianto stazione radio base situato nell’area dalla Sarzanese alla costa dovrà, quale misura compensativa, installare un nuovo impianto nel territorio delle Sei Miglia – continua Dalle Luche – coinvolgendo anche l’Università di Pisa in uno studio con la finalità di individuare le aree più consone per le nuove installazioni e monitorare le emissioni, anche in previsione del 5g. Dobbiamo rispondere alle esigenze dei nostri cittadini».
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