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Rifiuti, le due Sea e la versiliese Ersu verso lo sciopero

Donatella Francesconi
Rifiuti, le due Sea e la versiliese Ersu verso lo sciopero

I sindacati hanno avviato il tentativo di conciliazione che per legge si deve tenere davanti al Prefetto

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Donatella Francesconi

viareggio. Stato di agitazione per i lavoratori delle aziende rifiuti di tutta la Versilia – Ersu, Sea Ambiente, Sea Risorse – con comunicazione inviata alla Prefettura con l’annuncio dell’avvio della procedura per arrivare a uno sciopero. Tutti i sindacati – Cgil- Funzione pubblica, Fit-Cisl, Uil trasporti, Fiadel, Usb – hanno inviato la comunicazione anche ai sindaci della Versilia e alla società RetiAmbiente, “casa madre” del servizio rifiuti per l’intera costa toscana.

Al centro della protesta c’è la nebbia fitta che avvolge il processo di fusione tra Ersu e Sea Ambiente, la prima società dei rifiuti per i comuni della Versilia, la seconda per la sola Viareggio. «Su precise richieste da parte delle sottoscritte organizzazioni», scrivono i sindacati, «le società interessate non hanno mai fornito chiarimenti circa tempi e modalità operative della fusione e della destinazione di Sea Risorse». Società pubblico-privata che svolge il servizio di raccolta differenziata nella sola Viareggio, operando anche attraverso appalti, e che non rientra nella galassia RetiAmbiente.

A questa incertezza, negli ultimi giorni si è aggiunta la classica goccia che ha fatto traboccare il vaso della protesta di lavoratori e sindacati: «A seguito della richiesta di trasferimento con distacco di 19 dipendenti di Sea Ambiente nei servizi di pertinenza di Ersu, non si è voluto addivenire a una trattativa», si legge nella lettera inviata a Prefettura di Lucca, Comuni della Versilia e RetiAmbiente, «che definisse le condizioni, le modalità, e i requisti per rendere operativo il trasferimento».

Per cui, prosegue la presa di posizione di lavoratori e sindacati, «in totale assenza di notizie e di volontà di dare trasparenza alle iniziative legate alla fusione, in particolare per quanto attiene il futuro dei lavoratori, si indice lo stato di agitazione e si chiede di voler convocare una riunione in Prefettura per il tentativo di conciliazione come previsto dalla legge 146/90, articolo 2». Essendo, quello della raccolta e smaltimento dei rifiuti, un servizio essenziale che non può, quindi, essere interrotto per sciopero dall’oggi al domani.

Per completezza delle questioni sollevate dai sindacati, va ricordato che la fusione Sea Ambiente-Ersu aveva come termine per la sua realizzazione la fine dello scorso gennaio. Il tempo è abbondantemente trascorso e oggi si ipotizza che non se ne parli prima del prossimo giugno se non addirittura dopo l’estate.

«RetiAmbiente non può restare a guardare senza prendere posizione», sottolinea Michele Massari, sindacalista della Cgil-Funzione pubblica provinciale. Il messaggio per Daniele Fortini, presidente di RetiAmbiente, risuona forte e chiaro: una risposta è dovuta ai lavoratori e ai cittadini, essendo una operazione che riguarda società interamente pubbliche. —

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