Il Tirreno

Versilia

la giornata 

Il centro del Terminetto lavora a 500 dosi al giorno

C.B.M.

Ieri alcuni intoppi e ritardi a causa di problemi tecnici con il portale della Regione, risolti in tempo e chiusura in anticipo di cinque minuti 

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Viareggio. La giornata scorre lenta quando si aspetta. In molti ieri mattina si sono messi ordinatamente in fila al centro vaccinale del Terminetto per la loro dose. Ad averne diritto coloro che rientrano nella fascia 76-79 anni e i cosiddetti fragilissimi, ovvero affetti da patologie tali che presentano un maggiore rischio di incorrere in complicanze, se affette dal covid.

Il centro viaggia a una velocità di circa 500 dosi inoculate nell’arco dell’intera giornata che va dalle 8.15 alle 19.45, con una dovuta pausa durante l’orario di pranzo. Di queste iniezioni circa una sessantina sono di Moderna, ovvero il vaccino che viene somministrati ai fragili.

Ma nella mattinata di ieri c’è stato anche un po’ di mormorio: per alcuni disguidi dovuti alle prenotazioni nel portale della Regione si è accumulato un ritardo di circa venti minuti rispetto all’orario della prenotazione. Il problema che si è presentato riguardava proprio i nominativi: in totale circa cinque pazienti avevano la loro prenotazione ma non risultavano nelle liste stilate. La questione si è poi risolta nell’arco della mattinata tanto che medici e infermieri sono riusciti a chiudere le prenotazioni della mattinata con circa cinque minuti d’anticipo rispetto alla tabella di marcia prevista.

«Oggi (“ieri” per chi legge, ndr) è il primo giorno da mesi che abbiamo avuto problemi di questo tipo - racconta Alessandro Campani, direttore della Zona distretto della Versilia (nella foto sopra), il quale si trovava in loco per soprintendere le operazioni - purtroppo questo tipo di disguidi può capitare ma nessuno si è lamentato. Il disagio è sempre rimasto contenuto e siamo riusciti a recuperare in corsa quel ritardo che era stato accumulato nella prima parte della mattinata: abbiamo aggiunto un’altra linea di vaccinazione e chiamato un medico aggiuntivo che potesse aumentare il numero delle dosi. Abbiamo rispettato le prenotazioni e se qualcuno si presentava con la prenotazione abbiamo deciso di vaccinarlo anche se non era segnato nelle nostre liste». —

C.B.M.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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