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Lutto al Forte per la scomparsa del decano dei maestri d’ascia

Angelo Petri
Lutto al Forte per la scomparsa del decano dei maestri d’ascia

Livio Maggi costruì la sua ultima imbarcazione, con i vecchi metodi, 13 anni fa  dietro le cabine del bagno Royal che appartiene da quasi 100 anni alla famiglia

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FORTE dei marmi. L’ultimo dei maestri d’ascia fortemarmini, Livio Maggi, se ne è andato con i suoi 88 anni e ha preso il largo come sapevano fare soltanto le tante imbarcazioni che lui e la sua stirpe hanno creato.

L’ultima delle quattro costruite, il Giannetta, l’aveva varata amorevolmente, tavola su tavola, tredici anni fa, proprio dietro le cabine del Bagno Royal, in ben sette anni di lavoro, trascorsi secondo i vecchi metodi di un tempo. Un’opera a cui aveva partecipato anche il fratello Valeriano, scomparso di recente. Il Giannetta era ed è una goletta che si rifà alle forme delle barche piene viareggine come gli schooner, e con preziosità come la poppa a specchio e non tonda come invece era d’uso in seguito, ma volle essere, per la piccola storia della marineria fortemarmina, l’omaggio che Livio Maggi fece al bisnonno, uno dei grandi maestri d’ascia versiliesi, quel Giovanni Maremmani detto “il Giannetta”, che costruì ai primi del Novecento nel suo formidabile cantiere a ponente del vecchio pontile navicelli di prim’ordine.

Livio era un personaggio notissimo al Forte ed era uno dei Maggi, vale a dire una delle famiglie storiche del paese cresciuta fin dall’inizio del secolo scorso attorno al Bagno Royal, alle porte di Roma Imperiale.

Uno stabilimento balneare creato dal nonno, suo omonimo, nel 1928 e che ha poi seguito, passo passo la nascita della Forte dei Marmi turistica e il suo boom negli anni Sessanta e Settanta anche grazie ad Athos e alla Ginevra (i genitori di Livio) ed oggi approdato in mano ai nipoti. Livio e i fratelli, così volle il babbo, nonostante le passioni comuni per il mare e le barche si dedicarono ad altre professioni, Livio alla Synthesis, Renato al Conservatorio, e Valeriano alla Olivetti, e anche il grande Adriano Olivetti, ai primi anni Cinquanta, fu ospite del Bagno Royal.

Poi raggiunta la pensione Livio aveva potuto dare sfogo alla sua inclinazione di maestro d’ascia e con successo. Socio benemerito della Compagnia della vela Livio, come anche i fratelli, è sempre stato legato profondamente alla parrocchia di Sant’Ermete con vari incarichi e comunque sempre con una fede profonda, fin dai tempi di don Pasquali e poi di monsignor Sabucco. «Ed era anche un buon tenore della corale polifonica voluta e cresciuta dal fratello Renato – come ricorda l’amico Vasco Franceschi – ed era soprattutto un uomo affabile e sempre disponibile che aveva nella discrezione e nella riservatezza le sue doti migliori». Le esequie saranno celebrate nella sua chiesa di Sant’Ermete martedì 30 alle 15, ma già da oggi, covid permettendo, la sua salma sarà esposta nella sala del commiato della Croce Verde. —

Angelo Petri

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