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Aggressione in spiaggia Condannati sei giovani
Si tratta di un gruppo di lucchesi Sono stati assolti dall’accusa di rapina tentata e riuscita avvenuta nelle vicinanze di una discoteca in Versilia
VIAREGGIO. All’inizio la polizia intervenuta di notte in spiaggia aveva pensato ad una rissa tra coppie lucchesi e coppie pisane. I soliti contrasti estivi dovuti a beghe di campanile tra soggetti non proprio tranquilli e sereni. Ma ascoltati alcuni testimoni la vicenda aveva preso una piega ben diversa.
In buona sostanza, per gli inquirenti e il pubblico ministero, la componente lucchese – composta in prevalenza di persone residenti nella periferia di Lucca, almeno una di loro con precedenti di polizia – avevano creato ad arte una sceneggiata con l’intento reale di rubare all’interno delle borse di giovane ragazze che, dopo la mezzanotte, si trovavano in una spiaggia della Versilia accanto ad una discoteca e stavano trascorrendo momenti d’intimità con i loro fidanzati. In pratica il gruppo si è avvicinato a un paio di coppiette iniziando ad urlare e sostenendo che erano stati loro gli autori di un furto avvenuto poco prima. In realtà era un modo per ingenerare confusione e contestualmente permettere a un paio di componenti del gruppo di mettere le mani, senza essere viste, all’interno della borsette e impossessarsi di quello che c’era all’interno.
L’episodio in questione risale all’estate del 2017 e dagli accertamenti della polizia la borsette di una ragazza pisana era stata svuotata, ma all’interno non c’era nulla mentre da un’altra borsa, sempre di una giovane residente in provincia di Pisa, erano stati asportati soldi (poco meno di cento euro) e un telefono cellulare. Il caos generato tra la mezzanotte e le due di quella notte d’estate di tre anni e mezzo fa aveva portato gli agenti del commissariato di Viareggio a denunciare sette persone con l’accusa di rapina, tentata rapina e lesioni. Perché le due ragazze, aggredite assieme ai loro compagni, erano andate al pronto soccorso per farsi medicare.
Dopo una fase dibattimentale durata alcuni anni l’altro giorno di fronte al collegio giudicante (presidente Gerardo Boragine, a latere Michela Boi e Lapo Fabbri) ha pronunciato la sentenza nei confronti degli imputati Giuseppina Balestra, Miriam Mazzanti, Alessandro Pellegrini, Giada Levanovich, Giada Satori e Diego Balestra e Angelo Onorato.
Nel corso del procedimento è emerso che la ragazza derubata del cellulare lo ha riavuto dopo l’interessamento del genitore che conosceva il padre di uno dei coinvolti nella vicenda e che gli ha fatto recapitare a casa lo Smartphone. Durante il processo poi tra ritrattazioni e la mancanza di prove certe legate alle due rapine – tentata e riuscita – hanno indotto il collegio ad assolvere per quei reati e a condannare sei dei sette imputati a due anni di reclusione e 700 euro di multa con l’accusa di lesioni. Assolto da ogni accusa invece Angelo Onorato per non aver commesso il fatto. —
L.T.
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