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Sorpresi dai vicini a fare fuochi nonostante il divieto, multati
La polizia municipale ha sanzionato tre persone grazie alle segnalazioni. Due uomini stavano bruciando plastica per cui scatterà anche la denuncia
camaiore. Dal 20 marzo è vietato, da un’ordinanza della Regione Toscana, appiccare fuochi per bruciare residui agricoli e forestali. C’è però chi ci prova lo stesso, in barba al divieto o perché ne è inconsapevole e crede di fare la cosa più naturale del mondo.
Ma il divieto c’è perché l’indice di pericolosità per lo sviluppo degli incendi boschivi è stato considerato alto. Fino a ieri, sono state tre le violazioni accertate dai vigili urbani di Camaiore. Tutte scoperte grazie alle segnalazioni dei cittadini che, ben informati, cercano di rendersi utili alle forze dell’ordine. L’ultimo abbruciamento scoperto dalla polizia municipale è stato ieri, a Lido di Camaiore: un cittadino si era messo a dar fuoco a del legname in un campo ma è stato visto da un vicino che ha chiamato il comando della polizia municipale che è subito intervenuto. E nel corso della settimana altri due casi si sono registrati: uno a Capezzano Pianore e uno a Pedona. Ad ogni responsabile sarà elevato quasi sicuramente un verbale di 240 euro, il minimale per questa infrazione.
«Grazie al fatto che l’ordinanza della Regione è stata ben pubblicizzata, i cittadini ne sono a conoscenza e ci fanno le segnalazioni quando vedono qualcuno che fa fuoco o del fumo – spiega Francesca Orsi, vicecomandante della polizia municipale di Camaiore –. L’ordinanza sarà in vigore fino al 31 marzo, salvo proroghe. Al momento abbiamo preso atto e accertato, a seguito dei controlli, di tre violazioni nel nostro Comune. Le sanzioni amministrative – prosegue Orsi – saranno redatte entro 60 giorni dal nostro ufficio e poi inviate ai responsabili».
I casi scovati riguardavano tutti abbruciamenti fatti in terreni agricoli, dove al di fuori dei periodi di divieto è permesso questo tipo di azione. Invece, come ha spiegato a Il Tirreno la vicecomandante, «nei giardini in prossimità dei fabbricati non è mai consentito fare abbruciamenti, e i residui vegetali devono sempre essere conferiti in discarica». Se quest’ultima regola i camaioresi la conoscono bene, invece si sono registrati da inizio anno due casi ben più gravi. Due persone, in situazioni diverse, sono state colte in flagranti mentre stavano bruciando la plastica. Pratica che è severamente vietata, perché provoca un danno ambientale, producendo inquinanti altamente tossici.
«La plastica non si può mai bruciare, sia in zona agricola o in resede di fabbricati – prosegue la comandante Orsi –. Anche quei due accertamenti di violazione sono seguiti da due segnalazioni dei cittadini. Questi illeciti, a differenza degli altri, si configurano come veri e propri reati, ai quali seguirà una sanzione penale e la denuncia». Intanto è molto probabile che il divieto di fare fuoco per bruciare residui vegetali e forestali venga prorogato. Il rischio stimato di sviluppo di incendi boschivi a seguito del quale era scattata l’ordinanza regionale era infatti legato agli effetti prodotti dal perdurare di condizioni meteo climatiche caratterizzate da scarse precipitazioni pregresse e presenza di ventilazione. —
Tiziano Baldi Galleni
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