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il caso 

Truffa ai fedeli, il santone chiede di patteggiare

Chiara Sillicani
Truffa ai fedeli, il santone chiede di patteggiare

Il gip deciderà se accogliere la richiesta il prossimo 25 maggio. Intanto salta l’udienza prevista ieri al tribunale di Lucca

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Chiara Sillicani

FORTE. La questione è tecnica, procedurale, ma il risultato è di immediata comprensione: Matteo Giovanelli, l’ex sub agente assicurativo, accusato di truffa e circonvenzione di incapace, ieri non era di fronte al giudice monocratico Giuseppe Pezzuti. L’udienza, infatti, non si è tenuta: il processo a suo carico non si è aperto perché l’ex assicuratore ha chiesto al gip un patteggiamento.

Il 42enne – per ripercorrere la vicenda – è accusato di aver circuito alcune fedeli del gruppo di preghiera che lui frequentava promettendo loro purificazioni in cambio di denaro. Secondo le ricostruzioni degli inquirenti, l’uomo avrebbe raccontato alle fedeli di intere notti di ascensione al cielo, di lotte con i demoni. Le avrebbe circuite e pure truffate sottraendo loro – è la tesi accusatoria – la somma complessiva di due milioni di euro. E quei soldi li avrebbe ottenuti – argomentano gli inquirenti – con vari stratagemmi: non soltanto versamenti sulle Post Pay a lui intestate, ma anche polizze assicurative.

L’inchiesta nasce a Massa dove il marito di una delle fedeli sporge denuncia, ma il fascicolo passa a Lucca perché è in Versilia che – risalgono gli inquirenti – sono avvenuti i primi contatti tra il Santone e alcune donne. La pubblico ministero titolare delle indagini, Sara Polino, ritiene che l’evidenza della prove sia tale da poter evitare l’ udienza preliminare, per affrontare direttamente la fase processuale e dibattimentale. Chiede quindi – e ottiene – il giudizio immediato: la prima udienza, di fronte al giudice monocratico Giuseppe Pezzuti, è fissata per ieri, 24 marzo, a Lucca. Ma quell’udienza non si celebra perché qualche giorno dopo la richiesta di giudizio immediato il legale di Giovanelli, come la legge consente, formula istanza di patteggiamento, di fronte al gip, a due anni con sospensione della pena e multa di 2mila e 550 euro. L’udienza del gip Alessandro Trinci è fissata per il 25 maggio. E se la richiesta di Giovanelli fosse accolta non soltanto non si aprirebbe il processo, ma le parti offese non potrebbero formulare le loro richieste risarcitorie in sede penale. La costituzione di parte civile, infatti, nel patteggiamento non è prevista, anche se è vero che l’istanza di patteggiamento di Giovanelli è, per così dire, particolare, perché formulata non durante le indagini, ma dopo la richiesta di immediato. Sarà quindi la decisione del giudice Trinci a determinare i prossimi step della vicenda giudiziaria. —© RIPRODUZIONE RISERVATA

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