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Versilia

Il fronte del no: «Uno sbancamento da 40 centimetri»

D.F.
Il fronte del no: «Uno sbancamento da 40 centimetri»

L’accorato intervento del consigliere Tiziano Nicoletti che annuncia:  «Mi troverete sulle barricate a difendere la terra che amo» 

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La parola chiave è «speculazione» e Tiziano Nicoletti, dai banchi dell’opposizione (Lista Bonaceto sindaco) non esita a farla risuonare nella discussione in consiglio comunale sull’atto di indirizzo dell’amministrazione comunale che ipotizza una Ciclovia Tirrenica in mezzo alla dune della Riserva naturale della Lecciona. Ancora convalescente dall’infezione da Covid-19 che gli spezza la voce, Nicoletti argomenta: «La Lecciona è una Riserva naturale, dentro un parco. Mi dispiace non riusciate a capirlo. C’è una battaglia che può essere legale o di civiltà. La prima non mi interessa. Quella di civiltà, invece, ciascuno di voi la dovrà fare con la propria coscienza. Per quanto mi riguarda, mi troverete sulle barricate a difendere fino all’ultima zolla la terra che amo». Decine i cittadini a seguire on line il dibattito e commentare. Così Nicoletti incassa in tempo reale il consenso di Riccardo Cecchini, presidente Legambiente Versilia: «Ci saremo tutti, sdraiati». Ed è un coro di «anche noi».

C’è un punto sul quale Nicoletti si concentra nel suo no, non alla Ciclovia Tirrenica, ma al percorso indicato dalla amministrazione: «Per installare lo stabilizzato di cava sul tracciato, tutte le norme tecniche prevedono uno sfondamento del terreno di 30 se non 40 centimetri. Questo anche se lo volessimo fare in terra battuta. La procedura prevede di mettere una fondazione, poi un geotessile, e infine lo stabilizzato di cava. Un tipo di intervento assolutamente contrario a tutte le nome del Parco». Il giudizio del consigliere è netto: «Il movente della scelta dell’amministrazione sa di speculazione, sia urbanistica, che edilizia, che politica. Esiste un tracciato illuminato, antropizzato, con i camping, location preferita di chi fa cicloturismo: e voi lo volete bypassare perché non vi sarebbe spazio per la speculazione. Il vero fuoriclasse si vedrà quando dovrete fare il tracciato dalla Passerella Pacifici alla Lecciona, e viceversa dalla fine della Marina di Torre del Lago al congiungimento con Vecchiano».

Il tracciato cui fa riferimento è il viale dei Tigli, indicato a gran voce anche dai cittadini come perfetto per il percorso della Ciclovia. Percorso proposto nell’emendamento presentato dalla Lega, per voce del consigliere Alberto Pardini. Emendamento che ha incassato il no della maggioranza che poi si è fatta forte dell’astensione della stessa Lega e di Fratelli d’Italia all’atto di indirizzo.

Tracciato che ha incassato il no convinto del consigliere di opposizione Barbara Paci (Gruppo misto) che ha aperto la propria pagina Facebook ai pareri dei cittadini e ha ricordato in consiglio le tremila firme raccolte in calce alla petizione on line “La Lecciona non si tocca”. Il torrelaghese Luigi Troiso ha affrontato, nel motivare la propria contrarietà, il tema dello sviluppo di Torre del Lago, motivo dominante nelle argomentazioni di amministrazione e maggioranza: «Se qualcuno vuol far passare questo progetto per la riqualificazione della Marina di Torre del Lago, allora è vergognoso. Per lo sviluppo di Torre del Lago vanno riviste tutte le destinazioni d’uso di quella Marina. Il Comune deve dare un indirizzo certo, perché dobbiamo essere chiari con gli imprenditori e i cittadini torrelaghesi». Troiso ha rivolto una serie di domande all’assessore Federico Pierucci: «Quali norme vanno modificate? È stato interpellato il Parco? Perché non c’è traccia dei tratti di collegamenti ciclabili in città? È stata fatta una valutazione di opportunità dell’intervento in caso della presenza di rifiuti speciali o residuati bellici?». Risposte non ne sono arrivate perché, ha detto Pierucci, «il consiglio comunale non può diventare sede di un ping pong domanda e risposta». —

D.F.

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