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Il comitato: la Croce Rossa resti in mani pubbliche
I cittadini chiedono che una volta terminati i lavori in corso sull’immobile il Comune valuti la possibilità di una trattativa con l’associazione di volontariato
Luca Basile
PIETRASANTA. «Quell’edificio è un pezzo di storia del nostro paese: non possiamo accettare che finisca nelle mani dei privati». Parole, scritte, a firma del Comitato di Strettoia, che non si prestano ad alcuna interpretazione ai margini dei lavori di messa in sicurezza dell’immobile dell’ex Croce Rossa Italiana da anni in stato di abbandono.
«Lavori, in corso, che apprezziamo molto. Detto questo chiediamo al Comune d’intervenire con una presa di posizione precisa e seria: già i comitati precedenti, come la Pro-Strettoia, si batterono, inutilmente, per riconsegnare alla comunità quell’immobile al fine proprio di avere uno spazio di aggregazione. L’ex Croce Rossa è stata per quasi un secolo un punto di riferimento per Strettoia. Lì si svolgevano le funzioni di supporto alla vita associativa del paese: assistenza di primo soccorso, scuola, teatro, riunioni, ambulatori, assistenza ai bisognosi», si legge nella lettera che il presidente Diego Pelucchini ha inviato al sindaco Alberto Giovannetti.
L’edificio fu costruito, a proprie spese, da uno strettoiese, Ezio Italo Salvatori ai primi anni del 1900 per conto dell’allora Pubblica Assistenza Croce Verde.
«La prima guerra mondiale gettò nella crisi molte associazioni per cui i debiti contratti furono elevati e l’associazione non fu in grado di farvi fronte: così, alcuni strettoiesi – ricordano dalla frazione – decisero di riscattare quell’immobile con i propri soldi. Nel 1926 l’associazione fu in grado di restituire le somme ai soci – alcuni per spirito di solidarietà rinunciarono alla somma – e in seguito, sotto Mussolini, passò nelle mani della Croce Rossa, restando però il vincolo a uso pubblico. Le macerie della guerra furono attenuate da una ricostruzione successiva che riconsegnò l’edificio alla comunità».
E così è stato per anni fino al suo abbandono e al deterioramento della struttura di copertura. «Oggi questo edificio di 500 mq dovrebbe essere riconsegnato al paese nelle sue funzioni originarie e in altre a supporto della vita cittadina. Potrebbe diventare, nell’ambito di una rigenerazione e ridisegno urbano comprendente la piazza di Strettoia, il vecchio cinema Astra e il sistema dei parcheggi pubblici, un luogo in grado di restituire al centro di Strettoia una dignità. Il costo d’acquisto – fa sapere Pelucchini – è abbordabile ed è auspicabile una trattativa Comune di Pietrasanta–Croce Rossa extra asta pubblica. Con il Comune che dovrebbe prendersi la responsabilità di valutare sistematicamente, anche attraverso i propri uffici, la capacità di assolvere a funzioni pubbliche per la comunità sia livello urbanistico, ma soprattutto a livello tecnico costruttivo di recupero edilizio: come Strettoia offriamo la nostra collaborazione anche tecnica. Alla gente di Strettoia chiediamo, al tempo stesso, di esprimere un giudizio libero se questo immobile debba essere restituito alla comunità da parte del Comune con acquisto e ristrutturazione oppure abbandonarlo alla propria sorte».
Strettoia attende una risposta definitiva. —
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