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Forte rimargina la ferita del 5 marzo: ripiantate tutte le piante comunali
Terminata l’operazione per sostituire gli alberi “pubblici” che furono abbattuti E arriva nuova vegetazione nell’area retrodunale
forte dei marmi. Forte dei Marmi sempre più verde, al punto da considerare terminata l’operazione di recupero del patrimonio arboreo di proprietà comunale così com’era prima della tempesta del 5 marzo 2015, mentre già si pianifica di mettere a dimora almeno un centinaio di nuove piante nel terreno di Vittoria Apuana delle ex colonie acquistato di recente dalla municipalità. Un recupero, quello delle piante abbattute tra il 4 e il 5 marzo di sei anni fa, a cui l’amministrazione comunale ha sempre guardato con l’intento di restituire al paese quel verde andato perso in quella temibile nottata. In realtà il patrimonio arboreo andato distrutto aveva una forte componente privata e un recupero totale appare davvero impossibile, ma già l’aver rimesso a dimora le piante delle aree pubbliche è un ottimo traguardo.
Un particolare impegno ha riguardato la frazione di Vittoria Apuana, duramente colpita dall'evento, area in cui sono state piantumate nuovamente gran parte delle alberature, in varie zone come nei terreni comunali lungo la via Padre Ignazio da Carrara (sia a mare che a monte della scuola Ugo Guidi), via Pertini, via F.lli Rosselli, via Canova, presso il parco Radici Mediterranee e via Papa Giovanni XIII per esemplificare. Altre aree particolarmente valorizzate sono state quelle lungo via Giglioli e via Vico oltre la riqualificazione di Via Colombo a Roma Imperiale e le pinete centrali del paese.
«Siamo molto soddisfatti del risultati ottenuti – hanno annunciato il sindaco Brunoo Murzi e l'assessore all'ambiente Enrico Ghiselli – perché in fase di insediamento ci eravamo impegnati alla piantumazione di tutto il patrimonio arboreo pubblico andato distrutto dal fortunale del 2015. A oggi abbiamo completato l'opera di ripristino promessa. In meno di tre anni e mezzo, abbiamo messo a terra ben 512 piante, scelte tra le specie autoctone già presenti sul territorio con particolare riferimento a pini e lecci, potendo dunque ritornare ad avere a registro del nostro patrimonio arboreo circa 5.500 piante».
Nelle operazioni di messa a dimora di queste piante, gli uffici comunali, si sono attenuti a precisi protocolli che hanno tenuto conto sia della vita vegetativa della pianta che delle distanze di sicurezza previste dalle leggi in materia. «Intendiamo però implementare ulteriormente il verde pubblico –hanno precisato gli amministratori – e uno dei prossimi interventi che programmeremo prima della fine mandato, sarà quello di mettere a dimora un consistente numero di alberi (da 80 a 100) di pino, leccio, tamerici ed altro, alle ex colonie, nell'area retrodunale acquisita dal Comune a dicembre, proprio per iniziare la realizzazione di quello che in futuro sarà un grande parco pubblico all'ingresso nord del paese». —
Angelo Petri
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