Italia
Festival Puccini, parola d’ordine ripartenza
Presentata la stagione numero 67, la seconda ai tempi del virus. Stefania Sandrelli dirige Tosca, nuova produzione
Donatella Francesconi
viareggio. C’è una parola chiave che definisce la stagione lirica del festival Pucciniano, inizio programmato per il 23 luglio: ripartire. A sottolinearlo è stata la presidente Maria Laura Simonetti, nel corso della presentazione ieri a Firenze alla presenza del presidente della Regione, Eugenio Giani: «Vogliamo e dobbiamo dare il nostro contributo alla ripartenza. E lo abbiamo fatto con molta passione». Ripartire guardando al futuro di un territorio, come sottolinea il direttore artistico Giorgio Battistelli che anche quest’anno firma il cartellone della stagione pucciniana in riva al lago: «L’azione primaria di un Festival è il legame con il territorio. Perché un Festival ha il poter di entrare in connessione con il territorio». Ed è guardando a legame con Viareggio e Torre del Lago che dalla creatività di Battistelli è nato il finale di stagione col botto: “Puccini Promenade”, la musica di Puccini sul lungomare di Viareggio, con gli artisti del Festival, dodici postazioni che propongono spettacolo in Passeggiata, il 22 agosto. Iniziativa capace di soddisfare davvero tutti i palati.
La sensazione che si tocca con un mano è quella della costruzione di un salto di qualità per il Festival dedicato a Puccini, non tanto per qualità delle opere – che sono già il piatto forte della proposta – quanto per quel creare innovazione, ricerca, cultura tutto intorno a Puccini e alla musica che è la caratteristica di Battistelli fin da quando ha messo piede in riva al lago. Viene quasi da chiedersi perché non li possa far stare sul palco, illuminato solo dal lago, a raccontare il suo Puccini. Quel compositore, sono le parole del direttore artistico, «agganciato alla modernità, uno dei grandi compositori da dove parte la modernità». Lo stesso Puccini «influenzato dalla modernità europea», sul cui spartito di Turandot conservato nel caveau Ricordi «ci sono una serie di appunti con le dodici note, come fosse un richiamo a un sistema dodecafonico» che ancora non faceva proprio ma che lo incuriosiva. Perché Puccini, continua Battistelli con una operazione che ripulisce il Maestro di quella patina di provincialismo che il territorio gli ha un po’ cucito addosso, «aveva una curiosità intellettuale molto forte, molto europea».
È la “musica che gira intorno” quella su cui scava Battistelli facendo di Torre del Lago non solo il luogo degli spettacoli, ma anche un centro di ricerca vero e proprio. Con i giovani studenti della Accademia Teatro alla Scala, oggi presieduta da Giuseppe Vita e diretta da Luisa Vinci, che a Torre del lago studieranno per una settimana. —
altro servizio a pag. 17
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
