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Fusione Sea-Ersu Ora si parla di luglio

Donatella Francesconi
Fusione Sea-Ersu Ora si parla di luglio

L’operazione attende il via libera definitivo di RetiAmbiente La Cgil: «Chiediamo risposte certe o sarà stato di agitazione»

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Donatella Francesconi

viareggio. Erano i primi di luglio 2020 quando Sea Ambiente (società dei rifiuti per Viareggio) ed Ersu (stesso ruolo per il resto della Versilia) videro il cambio al vertice, in vista della fusione tra le due società. Amministratore unico designato per Sea Ambiente fu designato l’ex sindaco di Follonica e Grosseto, nonché ex presidente della Provincia di Grosseto, Emilio Bonifazi. In Ersu si insediò con lo stesso ruolo, invece, il commercialista pietrasantino Luca Nannini, revisore contabile e professore universitario. I tempi indicati dalla politica per la fusione – così si disse all’epoca – sei mesi in linea di massima. Tempo abbondantemente trascorso, e ora si guarda a luglio di quest’anno come possibile tempistica.

Gli atti sono pronti, sia il Piano industriale che il progetto di fusione e mancherebbe solo l’ultima parola di RetiAmbiente, società dei rifiuti dell’intera Costa toscana, della quale Sea Ambiente ed Ersu sono due Società operative locali. L’ipotesi è che ad aprile la fusione sia sancita di fronte al notaio. Poi bisognerà calcolare un paio di mesi prima che la nuova società dei rifiuti della Versilia diventi operativa.

«È fonte di grande preoccupazione che non si sappia più niente della fusione», sono le parole di Michele Massari, sindacalista della Cgil-Funzione pubblica provinciale che sa sempre segue le società dei rifiuti Vorrebbero spostare personale da Sea ambiente a Ersu a Pietrasanta: c’è lo strumento del distacco comando ma con partenza da Viareggio. Anche nell’ultimo incontro abbiamo fatto verbalizzare la domanda a che punto è la fusione. Attendiamo risposta e siamo molto preoccupati. Tra l’altro nell’ultimo incontro che abbiamo avuto non c’era nessuno in rappresentanza di RetiAmbiente che dovrebbe essere il garante». Massari ribadisce la posizione già presa: «Siamo pronti ad aprire lo stato di agitazione».

Per quanto riguarda Sea Risorse, Massari conferma: «In discussione c’è la vendita di quote da parte di Alia, altro nodo sul quale stiamo chiedendo che ci sia un resoconto. Noi chiediamo si faccia carico di Sea Risorse e compri le quote. Ed è una cosa che ci interessa, per i 50-60 dipendenti ancora presenti in azienda. Avevamo chiesto un incontro anche in Comune, su questo, che per il momento non è arrivato».

Tra le questioni che il sindacato ha sollevato – sul fronte della fusione Sea Ambiente -Ersu – c’è quella dell’utilizzo della graduatoria dei lavoratori che hanno passato la selezione bandita da Sea Ambiente: « Come Cgil», ricorda Massari, «abbiamo chiesto che la graduatoria venga inserita nella fusione, sia quella di Sea che quella di Ersu».

Anche se al momento Sea Ambiente «ha attivato la cassa integrazione legata al Covid e alla minore produzione di rifiuti da parte di tante attività a Viareggio. Cassa integrazione a rotazione su tutto il personale». —

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