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«I nuovi ristori: 2mila euro per una perdita di 40mila»
La protesta del presidente Alessio Lucarotti: «Se questi sono gli idennizzi, allora diventa fondamentale che le aziende possano lavorare»
viareggio. A conti fatti il nuovo decreto sostegni in uscita sulla Gazzetta Ufficiale «produce indennizzi pari al 5-7 per cento del fatturato perso (ipotizzando anche perdite molto alte). E il resto delle perdite?», così interviene Confesercenti Toscana Nord, con il suo presidente Alessio Lucarotti. «Il resto», continua la nota, «totalmente sulle spalle degli imprenditori». Giudizio che non ha bisogno di interpretazioni quello di Confesercenti Toscana Nord, dopo la presentazione dell’ultimo decreto del Governo Draghi a sostegno delle imprese.
«E pensare che lo abbiamo anche dovuto aspettare da mesi – insiste Lucarotti -. Si tratta di una quantità di risorse limitata con conseguenze pesantissime sopratutto per le imprese familiari, in media di minori dimensioni». Lucarotti propone un esempio pratico: «Una attività che nel 2019 fatturava 80mila euro, ha visto il 2020 chiudersi con una perdita del 50 per cento, chiudendo quindi l’anno a 40mila euro. Il nuovo decreto risarcirà questa perdita con 2mila euro. Crediamo che non ci sia bisogno di commenti visto che i numeri sono numeri: se ricevo il 5 per cento di indennizzo, l’altro 95 per cento di perdita perché sono rimasto chiuso come dovrei ammortizzarlo?».
Lucarotti sottolinea come a livello nazionale Confesercenti avesse chiesto con forza di togliere i codici Ateco e di calcolare il calo di fatturato effettivo per tutti: «Così è stato – insiste - ma le aspettative erano ben altre. Con questo decreto non si interviene strutturalmente su uno dei comparti motore dell’economia nazionale. Negozi, pubblici esercizi, bar e ristoranti, ambulanti, turismo, ricevono un placebo con questo decreto. Allora, visto che i provvedimenti legislativi, di fatto, non incidono sullo stato di salute delle aziende, diventa fondamentale che il settore sia messo nelle condizione di lavorare. In sicurezza. Aprendo i propri esercizi con tutte le regole del caso – conclude il presidente Confesercenti Toscana Nord -. Questo se si vuole davvero salvare le aziende, il lavoro, l'economia reale di questo Paese. Non si può assistere alla perdita dell’occupazione in centinaia di migliaia di aziende ed alla cancellazione di un settore costruito dalle generazioni che ci hanno preceduto».
Senza contare – almeno per quanto si vede a Viareggio – che arrivano troppo lentamente anche i ristori precedenti, come quelli di filiera, per avere i quali i richiedenti hanno dovuto dimostrare di aver saldato i relativi fornitori con un impegno economico non di poco conto. —
D.F.
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