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Inganna anziana, condannato medico
Il professionista, in tre anni, si sarebbe fatto consegnare dalla donna 151mila euro per le sue consulenze sanitarie
Luca Tronchetti
forte dei marmi. Dal 2011 al novembre del 2014 ha abusato dei bisogni di una pensionata ultraottantenne, incapace di curare da sola i propri interessi, tanto che l’autorità giudiziaria le ha messo un amministratore di sostegno, impossessandosi di fatto di 151mila euro in veste di consulente sanitario.
Fulvio Landi, medico di Forte dei Marmi, è stato condannato per circonvenzione d’incapace dal giudice Nidia Genovese a tre anni di reclusione e 1200 euro di multa, l’interdizione quinquennale dai pubblici uffici e al pagamento di una provvisionale di 80mila euro all’amministratrice di sostegno costituitasi parte civile nel processo attraverso l’avvocato Francesco Lastrucci.
L’indagine è partita da un istituto di credito di Varese dove la pensionata, rimasta vedova nel 2011, teneva i risparmi.
Il direttore dell’ufficio legale si era accorto di una serie di consistenti prelievi e, sentita la titolare del conto, aveva avvertito la procura di Varese e i carabinieri della città lombarda.
Gli inquirenti, resisi conto delle condizioni dell’anziana dopo averle nominato l’avvocato Silvia Bianchi come amministratrice di sostegno, avevano inviato gli atti alla procura di Lucca notando che molte delle operazioni erano state effettuate in Versilia.
Dalle indagini svolte dai carabinieri di Forte dei Marmi, con l’ausilio della Guardia di Finanza di Viareggio e la direzione del sostituto procuratore Antonio Mariotti, è emerso nei quattro anni di riferimento quel denaro era finito sul conto corrente del medico Fulvio Landi e sui conti della moglie e del figlio.
Cinquantacinquemila euro nel 2011, cinquemila euro nel 2012, ventimila euro nel 2013 e ventiquattromila euro nel 2014.
Denaro versato per l’assistenza sanitaria del medico, che tra l’altro non sarebbe specializzato in geriatria, che si prestava ad accompagnare la donna anche in clinica per una qualsiasi necessità ricevendo in cambio compensi molto superiori a quelli di primari specializzati in occasioni di visite extramoenia.
Un comportamento inconsapevole quello dell’ottuagenaria che si fidava ciecamente del medico.
Il professionista, ascoltato in aula dal giudice e dal pubblico ministero onorario Francesco Carlesi, si è difeso sostenendo che la paziente per le sue patologie aveva bisogno di essere assistita in modo continuo e per questo lui le faceva visita anche nella clinica San Rossore dove era stata ricoverata per un breve periodo in seguito ad una frattura nonostante fosse in carico ai medici in servizio.
Visite di cortesia però che non erano affatto a buon mercato e men che meno gratuite.
Dopo la sentenza di primo grado il legale dell’imputato, lette le motivazioni, farà ricorso in Appello. —
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