Italia
Il geometra che ritrova la musica «È successo grazie al lockdown»
La storia di Alessandro De Antoni, che ha dato alla luce il suo singolo “1986”
il personaggio
Gabriele Noli
Guardarsi. Ora dentro, ora indietro. O magari entrambi. Il lockdown l’aveva reso un esercizio quasi spontaneo, di quelli che in una situazione cosiddetta normale non si compiono perché mancano la volontà, il coraggio o tutto quanto insieme. Ma un anno fa, di questi tempi, cosa c’era di ordinario?
Alessandro De Antoni – 33 accanto alla voce “età”, oggi 34, geometra (viareggino) di professione – anziché recarsi nel suo studio o spostarsi qua e là per appuntamenti, nel periodo di confinamento lavorava da casa. La mattina e il pomeriggio. La sera, invece, suonava il pianoforte. Provava piacere nel farlo. In fondo, la musica aveva accompagnato buona parte del suo vissuto.
E mica soltanto come semplice hobby: con i The Red Carpet - il gruppo versiliese di cui faceva parte, lui era il tastierista – aveva suonato un po’ ovunque in Italia, ma anche in Inghilterra, Russia e Ucraina. Insomma, un progetto serio. Forse, paradossalmente, troppo. Non se la sentiva più di dividersi tra la vita da geometra e quella da musicista.
La prima, al momento della scelta senza compromessi, ha prevalso sulla seconda.
Durante il lockdown però – guardandosi, ora dentro, ora indietro – la voglia di scrivere canzoni si è ripresentata. Prepotente, senza chiedere permesso, per nulla alterata da tutto quel tempo trascorso.
«La pandemia ha tolto tanto. Ma a me è riuscita a ridare qualcosa che avevo tralasciato», racconta De Antoni, immaginandosi compositore e cantautore e non più unicamente geometra. Come se il presente richiamasse il passato.
Dal concepimento dell’idea al suo sviluppo il passo è stato relativamente breve, identificabile in “1986”, scritto e messo in musica da De Antoni.
«È un brano autobiografico (lo si evince già dal titolo: è il suo anno di nascita, ndr) che racchiude alcune tra le esperienze di vita più significative».
A dare impulso al progetto, la conoscenza con Matteo Costanzo, già produttore (tra gli altri) di Ultimo, Briga e Leo Gassmann. “1986” è un connubio tra pop italiano e un sound internazionale fondato sull’utilizzo di chitarre elettriche, sintetizzatori, epic drum e sound fx, «riconducibile al gruppo di mia maggior ispirazione: gli Imagine Dragons», specifica De Antoni.
O meglio, “Rondine”: è questo il nome (d’arte) scelto dal geometra-musicista. Le tempistiche per l'uscita del brano e dell'album di cui farà parte sono ancora da definire nel dettaglio, ma comunque da collocare in un futuro più prossimo che remoto.
Dove oltre a rilievi, disegni e pratiche, anche la musica avrà – riprendendoselo – il suo spazio. —
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