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L'omaggio d’artista di Gionata per Beppe e Ivana Domenici
Francesconi realizza una “memoria d’autore” della coppia di ceramisti e pittori collocata sotto la chiesa cava del cimitero della Misericordia del Marco Polo
Claudio Vecoli
Viareggio. E’ stato uno degli artisti più eclettici ed estroversi a cui Viareggio abbia mai dato i natali. E adesso, non senza un colpevole ritardo, la città gli tributa il riconoscimento che merita. A quasi cento anni dalla nascita, a Beppe Domenici – e alla moglie Ivana Barsotti, anche lei apprezzata artista e braccio destro del marito in molte delle sue esperienze artistiche – è stata dedicata una “memoria d’autore” nel cimitero della Misericordia al Marco Polo: una lastra in marmo bianco grezzo delle Apuane che tanto amava dove – insieme alla foto dei due, ritratti davanti alla fontana di fronte al Royal – sono stati inseriti un Cristo in terracotta e due maschere della commedia dell’arte. Un omaggio progettato e firmato da Gionata Francesconi, che della coppia fu innanzitutto amico oltreché grande estimatore. E a cui hanno dato il loro contributo anche il collezionista e mercante d’arte Alessio Lenci e la figlia di Beppe e Ivana, Gabriela Domenici.
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Beppe Domenici era nato a Viareggio il 5 aprile 1924. Eccellente ceramista, pittore affermato, per un periodo anche carrista (nonché più in generale studioso del Carnevale), si era avvicinato all’arte frequentando l’Istituto d’arte a Lucca. Conclusa la seconda guerra mondiale, si era iscritto all’Università su spinta della famiglia che lo voleva architetto. Ma la sua strada era quella dell’arte sul campo e della “materia”: che fosse ceramica o cartapesta, pittura o terracotta, Beppe Domenici la plasmava con un talento che lo portò presto a lavorare in giro per l’Italia e per il mondo. Particolarmente apprezzata è stata la sua abilità proprio nella ceramica, forse l’espressione artistica che più ne ha messo in luce le virtù. Una tecnica che aveva acquisito dapprima in Francia, a Vallauris, e poi ad Albisola, in Liguria, dove fra l’altro stringe amicizia con Aligi Sassu, Lucio Fontana e Lele Luzzati. E proprio la fontana “Quattro stagioni” che ha realizzato sulla Passeggiata di Viareggio di fronte al Royal è forse l’opera più conosciuta fra quelle che ha lasciato in eredità alla sua città natale. Anche se a Viareggio sono molte le testimonianze che ha lasciato negli anni (dalla Sirenetta di fronte al Club Nautico al suggestivo Cristo ligneo della chiesina dei Pescatori in Darsena.
Artista eclettico, dicevamo. E in effetti nella sua vasta produzione Beppe Domenici può vantare anche lavori nel mondo del cinema (suo un gigantesco mostro per il film Goliath contro i giganti), del design (fu perfino chiamato in Venezuela per allestire un celebre club di Caracas) e della scenografia (suoi molti lavori per le principali famiglie circensi italiane: dai Togni agli Orfei).
E poi c’è il Carnevale, mondo a cui si avvicina grazie all’amico Nilo Lenci dapprima come aiuto dei grandi nomi del dopoguerra (dai Pardini a D’Arliano) e poi in prima persona (collaborando anche con Arnaldo Galli). Un’avventura nella quale coinvolse anche la moglie Ivana Barsotti quando, impegnato in Sudamerica per dei lavori, le affidò il compito di realizzare un carro per l’edizione 1968 trasformandola di fatto nella prima carrista donna del Carnevale di Viareggio.
E proprio con la moglie, Beppe Domenici ha condiviso l’amore per la pittura e l’arte in generale, coinvolgendola nella realizzazione di alcune delle sue opere e di fatto vivendo entrambi per l’arte.
Un connubio – quello fra Beppe Domenici e Ivana Barsotti – che ora resterà scolpito nella pietra. E, grazie all’opera di Gionata Francesconi che da qualche giorno è collocata sotto l’ingresso della chiesa cava del cimitero della Misericordia, anche nella memoria di una città a cui entrambi hanno donato molto. —
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