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Versilia

Antognoli: già 100 aziende chiuse Servono ancora garanzie pubbliche

Antognoli: già 100 aziende chiuse Servono ancora garanzie pubbliche

Le richieste del mondo finanziario al presidente Mario Draghi «C’è bisogno di liquidità, soprattutto per commercio e turismo» 

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l’analisi

La crisi morde, anche in Versilia. Lo spiega, numeri alla mano, Gianfranco Antognoli che parla di tre miliardi di moratorie in essere per le aziende del territorio, oltre a 1,5 miliardi di nuovi finanziamenti ottenuti dallenostre banche. In un incontro con il presidente del consiglio Mario Draghi, l’Abi (Associazione bancaria italiana), ha chiesto «un ulteriore rinvio delle moratorie in atto (300miliardi scadenti il 30 giugno) e il perdurare delle garanzie pubbliche (Mcc e Sace) per consentire la erogazione di “mezzi freschi” per accompagnare le imprese che hanno necessità di liquidità per investimenti e più in generale per una possibile uscita dalla crisi che ha colpito in particolare le filiere del commercio e del turismo. Queste due misure importanti per la resistenza e la possibile ripresa debbono poter durare infatti oltre la pandemia in atto – spiega Antognoli – per consentire alle imprese di far fronte alle loro necessità di funzionamento e di finanziamento».

Queste richieste, continua Antognoli, «rimangono valide indipendentemente dai decreti in emanazione cosiddetti ristori/ripresa. Le due soluzioni proposte avranno bisogno anche della comprensione e dell’appoggio delle autorità europee, ma la Ue deve necessariamente porsi il problema non solo dell’erogazione di nuovi fondi del recovery fund, ma anche di un sistema paese che deve ritrovare la via necessaria delle sviluppo e deve uscire dalle “macerie” generate dalla crisi in atto. Le due misure proposte, se i vaccini funzioneranno a dovere, dovranno ragionevolmente essere prorogate fino a dicembre 2021».

La pandemia, spiega ancora Antognoli, «lascerà ad ogni caso purtroppo conseguenze di chiusure di imprese (forse non inferiori al 10% delle PMI) e a conseguenze sul piano occupazionale con ulteriori perdite di posti di lavoro inevitabilmente dopo la fine del blocco dei licenziamenti. Le chiusure che già si contano in Versilia sono un centinaio di negozi e attività artigianali di minori dimensioni. La ripresa concludendo deve essere gestita con intelligenza mirata senza più erogazioni a pioggia, ma con interventi graduati alle effettive necessità e priorità stabilite dalla cabina di regia del Governo». —

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