Il Tirreno

Versilia

l’intervista 

Nicolini: «Il personale pensa anche a calmare i pazienti»

Cesare Bonifazi

Il 118 è diventato il primo approccio dei malati covid con il sistema sanitario: la maggior parte delle chiamate è di pazienti con sintomi

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Cesare Bonifazi

Viareggio. Tre numeri che sono diventati essenziali per i tanti malati di covid o sospetti tali: sono 1, 1 e 8. Risponde la Centrale operativa. Dall’altro lato della cornetta un medico o un infermiere che, oltre a gestire l’emergenza, devono anche trovare il modo di gestire l’ansia e il panico di chi sta chiedendo aiuto. E le telefonate per persone infettate dal coronavirus sono la maggior parte, soprattutto da quando Viareggio è in zona rossa e le emergenze di altro tipo sono diminuite.

«La procedura lineare che viene seguita dalla centrale operativa - spiega il direttore Andrea Nicolini - non prevede sempre l’intervento del mezzo di soccorso: è una questione che va valutata al momento della chiamata. A prescindere dalla positività (accertata o meno) del paziente, deve essere valutato dall’infermiere a seconda della gravità dell’evento. Se non è necessario il mezzo di soccorso, viene passato dal medico di Centrale il quale approfondisce la situazione e decide se il paziente può rimanere al proprio domicilio e rimandato alla valutazione del medico curante o dell’Usca».

Nei giorni scorsi ci sono stati ritardi nell’entrata dei mezzi al pronto soccorso?

«Non si è rilevata una criticità di questo tipo. E sappiamo benissimo che ci possono essere delle situazioni in cui il pronto soccorso può essere momentaneamente sotto pressione; quindi è possibile che si verifichino delle attese di qualche minuto. Ma questo rientra nella normalità: per esempio può accadere d’estate quando la Versilia si popola di turisti. Essenziale è la comunicazione tra centrale operativa e i vari pronto soccorso di tutto il territorio di competenza Asl».

La situazione psicologica che si sta vivendo con questa nuova ondata di contagi ricade molto sul personale del 118...

«Il lato psicologico si sente molto alla chiamata: le persone cominciano a essere sotto stress dopo un anno di covid. Anche chi è già accertato o comunque ha una sintomatologia che può far pensare all’infezione da covid chiama con una certa ansia. Sta ovviamente alla capacità dell’operatore di centrale essere in grado di seguire una situazione del genere. A volte si riesce a gestire la situazione di ansia tramite telefono, altre volte si manda un mezzo di soccorso, predisposto con personale per misurare i parametri vitali in particolar modo la saturazione del sangue, dove viene fatta una valutazione in base ai dati e, spesso, dati alla mano si riesce anche a tranquillizzare il paziente». —

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