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Versiliana, via il 10 luglio e 35 date per il Festival
pietrasanta. Il primo appuntamento è in cartellone il 10 luglio. «Il pomeriggio ci sarà il Caffè, con ospiti importanti e poi la sera il Gran Galà del Dap Festival, con il balletto: il Festival non si ferma». Alfredo Benedetti, presidente della Fondazione Versiliana, non ha dubbi: con il Covid dovremo convivere anche la prossima estate, ma non al punto «da dovere annullare la stagione. Anzi, noi vogliamo lanciare un messaggio di speranza, di progetti da valorizzare, di rilancio della cultura. Stiamo lavorando ad un programma comunque dignitoso pur tenendo conto delle tante restrizioni che ci verranno ovviamente imposte». Con una postilla di cui, però, dobbiamo tenere conto: ad oggi Benedetti non ha ancora messo sotto contratto un artista. «Non è proprio possibile farlo – precisa – ci sono delle intese di massima verbali con le compagnie, con i promoter: trattiamo, parliamo, si individuano date. Per mettere, peroò, nero su bianco serve quel via libera dal Governo. Noi, intanto, ci portiamo avanti con il lavoro».
Partiamo dalle certezze: il Caffè, ad esempio. «Organizzeremo circa 60 incontri, anche se la scaletta degli ospiti, tenendo conto dell’attualità, la faremo più avanti: quello che è certo è che molti personaggi sono interessati a partecipare. Del resto il nostro talk show è da anni riferimento a tutti i livelli», spiega Benedetti che ha intenzione di potenziare lo spazio bambini. «Anche questo contenitore verrà ulteriormente qualificato: il progetto va avanti e nei prossimi giorni definiremo le diverse attività». E veniamo al capitolo Festival. «Pensiamo ad un cartellone con 35 date: spettacoli di balletto, qualche concerto, comici e prosa. Nomi e compagnie saranno calibrati sulla capienza del teatro, che non potrà andare oltre i 600 spettatori: in questo contesto dovremo seguire le indicazioni di un anno fa». Ma c’è un aspetto, non proprio irrilevante, messo in evidenza da Benedetti e che si lega ai cachet degli artisti, che sta creando qualche problema di troppo. «Ci sentiamo chiedere delle cifre, visto l’attuale contesto, impossibili. Il nostro teatro, come altri spazi, avrà una capienza – aggiunge Benedetti – più che dimezzata e quindi pensare che si possano ottenere ingaggi come in passato è cosa impossibile: è una questione con cui tutti devono fare i conti. Una soluzione la troveremo». —
Luca Basile
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