Il Tirreno

Versilia

la petizione 

Si allarga la protesta dei rumori dalla Bretella Ma nessuno risponde

C.B.M.

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massarosa. Non solo da Bozzano, ormai da tutta Massarosa arrivano le proteste per i rumori che provengono dalla Bretella. I massarosesi, da anni silenti nei confronti di quell’autostrada che passa sopra alle loro teste, stanno organizzando una protesta, seppur a distanza, per chiedere che qualcuno intervenga per limitare questo disagio. Le proteste arrivano anche alla redazione del Tirreno dagli abitanti che stanno nella collina sopra Sterpeti.

E se nelle settimane scorse erano già state raccolte le firme di 141 famiglie residenti nella frazione di Bozzano, adesso in molti chiedono di potersi unire e poter dare voce alla proteste: i cittadini infatti richiedono a gran voce che vengano installate di barriere anti-rumore nel tratto autostradale che da Viareggio porta a Lucca che, gran parte del suo percorso, sovrasta l’abitato di Massarosa.

«Il transito veicolare, solo parzialmente ridotto dalle attuali restrizioni, esploderà con la fine della pandemia rendendo nuovamente impossibile la vita di coloro che hanno visto trasformare nel tempo una tranquilla campagna in un inferno di assordante e ininterrotto rumore - spiega Franco Galati, un cittadino che si è fatto promotore della raccolta firme - abbiamo provato a contattare tutte le autorità: dal Comune perché si facesse intermediario fino ad Arpat. Abbiamo chiesto direttamente a Salt che è competente per il tratto autostradale. Ma nessuno si è mai degnato di darci una risposta. Ben venga che altri cittadini si uniscano: più siamo, più abbiamo la possibilità di farci ascoltare».

Ma non c’è solo il rumore, un aspetto secondario ma non meno importante è quello della sicurezza: in passato infatti proprio lungo il tratto che attraversa Bozzano si sono verificati dei suicidi: «Questo perché non ci sono protezioni e questo, purtroppo lo rende un posto scelto per coloro che vogliono fare un “salto nel vuoto”. Vorremmo che in un momento in cui si fa grande attenzione all’ambiente, non si accampassero scuse per difficoltà tecniche, non credibili in un momento in cui l' uomo sta progettando un imminente viaggio su Marte. Chiediamo di dare la giusta considerazione alla nostra richiesta e rispetto per una vita più sana a cui abbiamo tutti diritto», conclude Galati cercando di sollecitare tutte le istituzioni. —



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