Il Tirreno

Versilia

la terza ondata 

Niente miglioramenti: altre due vittime e ricoveri in aumento

M.T.

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viareggio. Non ci sono miglioramenti, ma era prevedibile, nonostante Viareggio sia in zona rossa da mercoledì. La terza ondata continua a colpire duro, sia in vittime che in contagi e aumento dei ricoveri in ospedale.

Proprio a Viareggio ci sono stati altri due lutti. È scomparso ieri mattina all’ospedale Versilia, dov’era ricoverato dopo aver contratto il virus, Bruno Costa, 80 anni, residente in via Veneto. Lascia moglie e figli. Il funerale, a cura della Croce verde, è in programma martedì nella chiesa di Sant’Antonio, da dove proseguirà per la cremazione. La città piange anche Paolo Francesco Ghilarducci, 75 anni: lascia moglie, figlia e nipoti, il funerale a cura della Piramide è già stato celebrato.

Il conto del prezzo terribile della pandemia continua ad aumentare. Sono 254 le persone decedute in Versilia dopo aver preso il Covid. I dati si riferiscono a un anno di pandemia.

Anche sui contagi, purtroppo, restano numeri molto alti. I nuovi casi di positività al virus emersi ieri in Versilia sono 75: ben 32 sono soltanto nel comune di Viareggio. Sedici sono a Seravezza, altro comune sotto attacco in questi giorni da parte del virus; otto a Camaiore, otto a Pietrasanta, sette a Massarosa, tre a Stazzema e uno a Forte dei Marmi.

Per quanto riguarda i ricoveri in ospedale, la curva conferma la propria ascesa e una pressione sempre maggiore sul Versilia. Nei reparti Covid ci sono 90 ricoverati, di cui undici in Terapia intensiva. Il reparto più critico ha soltanto un posto letto libero: come già affermato in precedenza, in caso di necessità il Versilia farà ricorso alla rete ospedaliera. Che consente di utilizzare altri presidi sanitari per il ricovero dei versiliesi in Terapia intensiva.

Per fortuna vanno avanti, anche se con le note fatiche, le vaccinazioni anti-Covid. In Versilia siamo a quota 16.689 dosi somministrate, di cui 4.778 richiami.

Nelle case di riposo sono stati fatti 925 vaccini, di cui 400 richiami. Infine, gli anziani sopra gli 80 anni: siamo a quota 1.805.

Il lavoro da fare è ancora lungo, anche se medici e infermieri stanno dando il massimo per accelerare i tempi e uscire da un incubo che dura da un anno. —

M.T.

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