Il presidio
A Lido il mercato è fermo «Ma la stagione sarà buona»
Per ombrelloni e lettini poche conferme, sul fronte degli alberghi idem
L’opinione/2
cesare bonifazi
Se si pensava che la seconda estate del covid avrebbe portato con sé un aumento vertiginoso di prenotazioni estive per l’impossibilità di muoversi, questo non si può dire per Lido di Camaiore, meta soprattutto di famiglie del ceto medio. Il mercato del turismo al momento è fermo e, sebbene permanga un sostanziale ottimismo sulla riuscita della stagione, non si sa ancora quando le prenotazioni potranno ripartire, sia sul piano alberghiero che su quello degli stabilimenti. Il quadro tracciato dagli esponenti più illustri dell’imprenditoria turistica camaiorese è desolante ma ancora tutto da delineare definitivamente.
«Le prenotazioni degli ombrelloni è sostanzialmente in linea con quella degli scorsi anni - spiega il presidente dell’associazione dei balneari, Marco Daddio - purtroppo non si può dire che con questa pandemia ci sia stata una richiesta maggiore. Anzi: se negli anni scorsi si poteva contare su un periodo di tre mesi pieni, quest’anno le conferme arrivano per i periodi dopo la prima quindicina di giugno. A pesare non è solo l’andamento del contagio ma la possibilità che ci possa essere un allungamento della scuola anche sul mese di giugno. Non va male il mercato immobiliare invece: nella frazione le case in affitto sono già a buon punto ma questi numeri non è detto che si trasformino necessariamente in lettini e ombrelloni. Il motivo è semplice: in tanti sceglieranno di stare da noi non per forza per il mare ma anche per sfuggire alla città nei mesi estivi, magari sfruttando lo smartworking, a questo bisogna aggiungere il fatto che il nostro turismo si è evoluto. Ci sono sempre più persone che vengono da noi anche per passare il tempo sulle colline e andare in montagna. Il mare è diventato solo uno degli elementi in ballo per un’offerta turistica variegata».
Se dunque non esalta il mercato dei lettini sul mare, meno incoraggiante al momento è la situazione degli alberghi. La presidente degli albergatori lidesi, Maria Bracciotti, spiega come le prenotazioni siano al palo: «C’era stato un momento in cui arrivavano richieste di preventivi e c’era interesse ma la situazione del contagio ha cambiato completamente il panorama delle prenotazioni che al momento sono quasi tutte ferme. Noi operatori del turismo, soprattutto negli ultimi anni, ci siamo adattati al cambiamento delle richieste. Quest’anno abbiamo replicato l’opzione della cancellazione all’ultimo minuto senza penali: una possibilità che ovviamente ci ha aiutato molto l’anno scorso e che quest’anno è ancora una priorità per coloro che confermano una camera».
Una clausola che viene richiesta non solo per l’andamento altalenante del contagio ma anche per la possibilità che chi prenota si possa ritrovare in quarantena proprio nel periodo della prenotazione. A frenare anche gli effetti secondari della pandemia: sono in molti che in questo lungo periodo di chiusure si ritrovano in una grave carenza di liquidità, questo significa che potrebbero decidere di non fare le vacanze. —
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