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Giani: colpa delle seconde case se in Versilia è boom di contagi
Il presidente della Regione prepara una nuova ordinanza «per evitare l’effetto registrato a ottobre»
VIAREGGIO. Il presidente della Regione Eugenio Giani torna all’attacco sulla questione delle seconde case: sta preparando una nuova ordinanza, dopo quella bocciata dal Tribunale amministrativo regionale, perché vuole evitare il movimento di persone che a suo dire a ottobre (e non solo) ha causato il boom di contagi. Soprattutto in Versilia.
«Ho fatto delle ordinanze restrittive anti-Covid sulle seconde case – dice Giani – ho avuto anche lo stop del Tar», ma «mi preparo a farne un’altra perché questo meccanismo, in una regione attrattiva anche da un punto di vista turistico come la nostra, indubbiamente porta persone». Giani ha così parlato a Mattino 5 su Canale 5. La vecchia ordinanza che impediva l’accesso alle seconde case per chi veniva da fuori regione e non aveva in Toscana il medico di famiglia, ha spiegato il presidente della Regione, è stata bocciata «per alcune motivazioni che il Tar ha posto, facilmente superabili, che noi reintrodurremmo». Secondo il presidente toscano «non è un fatto di campanilismo, ma è un modo per restringere le propensioni a uscire, ad andare fuori casa, a creare delle condizioni di maggiore contagio».
Nel mirino della Regione c’è proprio la questione Versilia. Su questo aspetto «insistiamo – ha aggiunto Giani – perché a ottobre uno degli elementi che portò nell’arco di pochi giorni a una situazione molto pesante dal rosso della nostra costa, soprattutto della Versilia, fu proprio l’arrivo di tante persone da tutte le parti d’Italia, e indubbiamente poi tutto questo ha appesantito gli ospedali».
Anche in questi giorni, ha sottolineato, «abbiamo la provincia di Lucca che è sui 250 casi per 100mila abitanti, con la Garfagnana, ovvero le aree più interne, che non arrivano a 200, mentre arriviamo a livelli di 400 a Viareggio e di 350 a Camaiore (ovviamente si parla di indici di contagio ogni 100mila abitanti, ndr)».
La necessità di limitare gli arrivi da fuori Versilia è stata posta anche da qualche sindaco, ma l’impressione è che non possa essere questa l’unica motivazione dell’impennata della curva pandemica. È stato accertato che uno dei vettori dell’incremento dei positivi al virus è stato il posto di lavoro: in primis i cantieri della nautica. In generale, chi ha una seconda casa non lavora in zona e quindi non rientra in questa categoria. Così come è escluso il mondo della scuola, salvo casi di nonni che abbiano i nipoti negli istituti versiliesi.
Inoltre bisogna considerare un altro tipo di fenomeno: il contagio che si propaga in caso di comportamenti non corretti all’interno delle famiglie o del giro di amicizie. Feste, compleanni, ritrovi in casa con parenti vari, se non limitati a poche persone e con uso di mascherina, sono una specie di benzina sul fuoco del Covid. In questo caso avere o meno una seconda casa non c’entra niente.
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