Il presidio
«Dall’ex dirigente la conferma che il dissesto è stato inventato»
Il centrosinistra attacca l’amministrazione sulla procedura di riequilibrio E spiega: pensavano di ripartire da zero ma hanno fatto un errore
massarosa. Ha scatenato una bufera la lettera inviata dall’ex ragioniere capo del Comune di Massarosa, Monica Torti. Nella missiva l’ex dirigente che era “a scavalco” con l’amministrazione di Pietrasanta ha detto al sindaco di non condividere la valutazione sul proprio operato all’interno del municipio prima della risoluzione unilaterale da parte dell’amministrazione massarosese. Nel documento, consegnato all’ufficio protocollo, Torti dice che l’amministrazione ha voluto condurre il Comune al dissesto in maniera volontaria anche contro la propria opinione professionale. Un elemento che ha scatenato ovviamente la reazione da parte della minoranza di centrosinistra che in una lunga nota si sofferma su alcuni aspetti dello scritto.
«Quanto si apprende in merito alla lettera che l’ex dirigente del Servizio finanziario ha inviato al sindaco – si legge – se da un lato non sorprende nessuno, pare confermare fatti gravissimi che meritano una inchiesta seria: quella che le forze di opposizione e i cittadini invocano inutilmente da oltre un anno. Per questo motivo scriveremo, di nuovo, a tutte le autorità amministrative e giurisdizionali perché facciano quanto in loro potere per bloccare l’autodistruzione di Massarosa».
La nota, firmata dal consigliere Francesco Mauro, per tutta la coalizione di centrosinistra, continua: «Quello che è successo è paradossale: nel funzionamento normale delle istituzioni è la struttura tecnica, se necessario, a chiedere l’adozione provvedimenti estremi e dolorosi per i cittadini; ma il nostro comune è differente, si sa: a Massarosa l’ordinamento si fonda sulla “podestà deliberativa” e allora si fa esattamente il contrario: si dissesta nonostante il dirigente competente spieghi chiaramente che la procedura non è tecnicamente giustificabile, e poi si sottopongono a vilipendio mediatico i consiglieri e i cittadini che hanno cercato di bloccare una vicenda incredibile ricorrendo alla giustizia amministrativa. Una vicenda incredibile, appunto, possibile anche per la colpevole distrazione di tutta una classe politica sulle conseguenze: qualcuno si era messo in testa di fare una specie di “bad company”, dare la colpa a quelli di prima (e le sentenze erano state emesse dal sindaco e dai suoi prima ancora di avviare personalissime e sottili indagini a spese del contribuente) per poi volare in un comune nuovo che aveva annullato il suo passato ripartendo dall’anno zero, quello dei servizi scolastici e sociali fatti a pezzi nel nome di “una nuova Massarosa” ».
E chiosa: «Ora è chiaro a tutti che quello compiuto dal sindaco e dalle forze che lo hanno sostenuto e incoraggiato è un atto politico di portata enorme, con le immani conseguenze sulla vita dei cittadini di Massarosa che ogni giorno siamo costretti a vedere. Ma le forze di centro-sinistra non mollano di un centimetro, e tutte le sedi opportune saranno adite per fermare lo scempio. Lo chiedono i cittadini e lo chiede il comune senso di giustizia a cui non si può venire meno in una società sana. Ma anche chi ha responsabilità politiche in maggioranza può fare molto, ora che tutto è sempre più chiaro: è ora di girare pagina, e di dare ai cittadini, soprattutto ai nostri figli e nipoti, una nuova e vera amministrazione». –
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
