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Versilia

Capitale della cultura, «Giacomo Puccini non è di nessuno»

G.N.
Capitale della cultura, «Giacomo Puccini non è di nessuno»

Sul braccio di ferro fra Viareggio e Lucca interviene la direttrice della casa-museo 

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il dibattito

Programmare. E creare le condizioni per portare alla (ri)scoperta di tutti gli aspetti che hanno caratterizzato la vita di Giacomo Puccini. Nel biennio 2024-2026, «non si dovrà sentir parlare d’altro, il Maestro merita di essere celebrato nel miglior modo possibile». Nell’affermarlo, Patrizia Mavilla lascia trasparire un entusiasmo che neppure l’emergenza pandemica (con le relative limitazioni che hanno comportato limitazioni anche alla casa sul lago di Puccini) riesce a scalfire.

La direttrice della villa-museo di Torre del Lago si proietta con mente e parole ai due (prossimi) centenari: la morte di Puccini (novembre 1924) e la prima della Turandot alla Scala (aprile 1926). «Stiamo lavorando con intensità e passione per presentare un programma scientifico e culturale di grande rilevanza, che possa servire a conferire ancor più risalto alla figura del Maestro e, di riflesso, l’intero territorio. Per riuscirci, è necessario che enti e fondazioni operino in stretta collaborazione, facendo rete».

La questione (ben presto sfociata in polemica politica) sulla doppia candidatura (di Viareggio e Lucca) a capitale italiana della cultura proprio per il 2024, non fa certo breccia nei pensieri di Patrizia Mavilla. Anche se è proprio sulla figura di Giacomo Puccini che ruotano entrambe le candidature. «Non entro nel merito della questione – prosegue la direttrice della villa-mausoleo di Torre del Lago dove risposano le spoglie del compositore – ma ci tengo a rimarcare che Puccini non è uno strumento di nessuno. È giusto parlarne, viene spontaneo farlo, appurato però che la priorità indiscussa sia la valorizzazione del suo immenso patrimonio artistico e culturale. Il Maestro si è occupato di talmente tanti ambiti nella sua vita, che i margini per ricordarlo e come si deve, sono ampi».

Procedono anche i lavori di restauro all’interno del museo, «affinché nel 2024 si possa presentare degno del suo nome», interessando «il pavimento a mosaico del salone, le persiane, gli uffici direzionali: ci stiamo occupando di svariati settori. Non ricordo di aver mai visto così tanti cantieri aperti tutti assieme: è un’operazione complessa, ma ne vale assolutamente la pena», ammette la direttrice della villa-museo. —

G.N.

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